Post di Febbraio
27 Febbraio 2008
La verità in fondo al pozzo
Gravina. Un bambino finisce nel pozzo accidentalmente, l'amichetto tenta di calarsi per aiutarlo ma alla fine chiama i soccorsi. Il ragazzino viene tratto in salvo ma vengono ritrovati i corpi dei due fratellini Pappalardi, scomparsi un anno prima.
Non è la fine di un giallo, ma l'inizio. Perchè in carcere accusato di occultamento dei cadaveri e di omicidio dei due figli c'è Filippo Pappalardi. Il caso sembrava risolto, il padre è il mostro finito in isolamento nel peggiore dei bracci di un penitenziario. Il ritrovamento diventa il giallo del giallo costruito sulla personalità ispida di Pappalardi. Contro cui ci sono un macigno di indizi fragili e contraddittori. E soprattutto i contrasti tra due famiglie e le accuse violente di Pappalardi al sistema che ruota intorno ai bambini scomparsi.
Il super testimone è un ragazzino che dice di aver visto i fratellini Pappalardi in auto col padre presumibilmente la sera della scomparsa, nella stessa auto in cui ci sarebbe stata anche la sorellastra di Francesco e Salvatore. Mai apparsa in tutte le indagini. Una ragazzina testimone tenuta al segreto? Un impianto accusatorio da Hans e Gretel. In cui la giustizia perde i suoi profili di certezza per incunearsi dentro una gravina di ombre.
La cittadinanza di Gravina, dopo aver oscillato tra indifferenza e partigianerie, si è mobilitata e ha raccolto le firme a favore della scercerazione di Pappalardi. Ora sono in molti pronti a impegnarsi per la sua estraneità all'omicidio.
E' necessario pretendere una giustizia chiara, la condanna di un uomo deve poggiare su un impianto accusatorio che dimostri a tutti la certezza del diritto. Fate la vostra parte, una giustizia fragile mette una società a rischio.
Postato da Donatella Papi alle 08:33 in Cronaca | Commenti (12)
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