Scuola, dato a sorpresa: più abbandoni nelle grandi città che in quelle piccole

Segnali poco positivi per quanto riguarda l’affezione alla scuola in Italia. Infatti, dopo aver visto a partire dagli anni 2000 un netto calo del fenomeno dell’abbandono scolastico, nell’ultimo triennio sembra che le cose siano cambiate, e in peggio. Ancora oggi, nel 2019, nel nostro paese un ragazzo su 7 lascia gli studi senza raggiungere il diploma o una qualifica professionale. E la tendenza nazionale a lasciare i banchi di scuola, riferisce un’indagine di Openpolis, pare essere più accentuata proprio nelle grandi città. Un dato che sorprende, anche perché fino al 2014 si registravano più abbandoni scolastici nelle città medie e nelle zone rurali; le grandi città erano l’unica area del paese che riusciva a contenere il fenomeno sotto la soglia del 15%. Quattro anni dopo, spiega l’analisi, il dato si è invertito: le grandi città sono in testa in merito alla quota di abbandoni (15,3%). Ma anche nelle zone rurali non va meglio: tra 2017 e 2018 l’abbandono precoce dal corso di studi è cresciuto di 1,4 punti percentuali in soli 12 mesi. L’informazione più omogenea di cui si dispone per confrontare l’abbandono nelle grandi città è l’indicatore di “uscita precoce dai percorsi di istruzione e formazione”. Un’informazione rilevata al censimento 2011, calcolando la quota di ragazzi tra 15 e 24 anni con licenza media, ma che non frequentano né un corso regolare di studi, né la formazione professionale. 

Catania la città dai banchi vuoti

Esaminando le maggiori città italiane, quella in cui l’abbandono scolastico incide di più è Catania: il 31,1% dei residenti tra 15 e 24 anni aveva lasciato la scuola dopo la licenza media. Da notare come anche i dati comunali confermino la dinamica nord-sud: ai primi posti per abbandoni scolastici si trovano tutti i grandi capoluoghi del mezzogiorno: Napoli (seconda, 28,1%), Palermo (terza, 25,8%), Messina (quarta, 21,9%). L’unica meridionale sotto la soglia di un abbandono precoce ogni 5 ragazzi è Bari, al quinto posto con il 17,4%.
Allo stesso tempo emerge come al di sotto del 10% nel 2011 si trovassero due città venete (Padova e Verona) e la Capitale, Roma. Padova, con il 7,5%, era quella con minore abbandono secondo quanto rilevato al censimento.

Abbandono maggiore all’estremo Sud

Anche se i dati sono “costruiti” basandosi sul censimento del 2011, e quindi non aggiornatissimi, emergono due fenomeni costanti. In primo luogo, non va sottovalutata la frattura tra le realtà più urbanizzate e quelle rurali, soprattutto in termini di opportunità educative e di accesso sostanziale all’istruzione. In secondo luogo, emerge come già al censimento 2011 le grandi aree urbane del sud spiccassero per abbandoni, con livelli non troppo distanti da quelli dei comuni a bassa urbanizzazione. Un fenomeno che, alla luce dei dati aggregati, potrebbe essersi addirittura approfondito.

Hotel con hammam e idromassaggio in Brianza

Over Motel è un hotel 4 stelle situato a Vimercate (MB) situato in posizione strategica e distante soltanto pochi minuti d’auto da Milano e Bergamo. Questa importante struttura ricettiva pone la privacy e la riservatezza dei propri clienti al primo posto. A seguito della richiesta di prenotazione da parte del cliente, questi potrà infatti fare direttamente accesso alla propria camera tramite chiave magnetica attiva H24, ed avrà la possibilità di parcheggiare l’auto direttamente nel box privato che si trova esattamente di fronte l’ingresso della propria stanza così da non dover percorrere lunghi tratti a piedi; inoltre è possibile azionare la tenda motorizzata antistante l’ingresso per ottenere così il massimo della privacy.

Le camere sono assolutamente moderne e confortevoli all’interno di questo importante motel Brianza, presentano un design creativo e moderno e sono dotate di ogni comfort. Ad esempio la connessione internet gratis in camera, la domotica, minibar gratuito, linea telefonica diretta, TV digitale, cassaforte, kit cortesia, aria condizionata e biancheria. Proprio la biancheria da letto viene lavata con specifici prodotti certificati con la garanzia che questa abbia anche un ph conforme a quello della pelle, oltre alla totale assenza di coloranti allergenici.

Non manca davvero nulla dunque per garantirti un piacevole soggiorno all’interno dell’ Over Motel, e ti è sufficiente visionare la pagina dedicata alle tariffe per scoprire le offerte del momento e riuscire così a prenotare una delle camere più lussuose a prezzi più bassi rispetto quelli previsti dal listino. Bisogna infatti sapere che alcune camere dispongono al proprio interno di vasche e docce con idromassaggio, fontana con cascata d’acqua, hammam e solarium. Servizi esclusivi dunque, e assolutamente in grado di regalare quel benessere e quel relax di cui si avverte il bisogno. Per informazioni, richieste di disponibilità e prenotazioni è possibile contattare il recapito telefonico0395973862. 

Il Prime Day 2019 supera il Black Friday e il Cyber Monday

Il Prime Day del 15 e 16 luglio scorsi è stato il più grande evento di shopping globale nella storia di Amazon. Con oltre un milione di offerte disponibili in tutto il mondo, in esclusiva per i clienti Prime, durante il Prime Day 2019 le vendite su Amazon hanno superato quelle registrate lo scorso Black Friday e il Cyber Monday messi insieme. Nel corso della due giorni sono stati comprati più di 175 milioni di prodotti in offerta. Quelli più acquistati? Il caffè espresso Nescafé Dolce Gusto Barista, il detersivo per lavatrice Dash 117 Pods 3in1 e il carica batterie portatile aukey Powerbank.

Il doppio di acquisti rispetto a cinque anni fa

“I clienti di tutto il mondo hanno acquistato milioni di dispositivi con integrazione Alexa – ha dichiarato Jeff Bezos, fondatore e CEO di Amazon – hanno risparmiato decine di milioni di dollari acquistando prodotti nei supermercati Whole Foods e hanno acquistato prodotti per oltre 2 miliardi di dollari dalle piccole e medie imprese”.

Inoltre, i clienti Prime di 18 paesi hanno acquistato il doppio rispetto al primo Prime Day di cinque anni fa. E a livello globale sono stati spediti milioni di prodotti ancora più velocemente, grazie alle opzioni Consegna in un giorno senza costi aggiuntivi, Consegna Oggi senza costi aggiuntivi o Prime Now.

In Italia risparmiati oltre 25 milioni di euro

Il 15 luglio Amazon ha dato il benvenuto a un maggior numero di nuovi clienti Prime rispetto a qualsiasi altro giorno precedente, e quasi altrettanti il 16 luglio, rendendo questi due giorni i più importanti di sempre per numero di nuove iscrizioni. In Italia i clienti Prime hanno usufruito di migliaia di offerte locali in diverse categorie, come dispositivi, tè, caffè e bevande e prodotti per la cura della casa, e hanno risparmiato oltre 25 milioni di euro.

Le categorie in cui hanno effettuato maggiori acquisti sono hardware di informatica, tè, caffè e bevande e prodotti per la cura della casa, accessori per cellulari, arredamento e fai da te

Pmi, 2 miliardi di dollari di vendite globali

Il Prime Day 2019 ha rappresentato anche un successo per i partner commerciali, per lo più piccole e medie imprese. I prodotti di queste aziende aumentano la varietà e la selezione su Amazon e contribuiscono ad ampliare l’offerta in tutto il mondo.

A livello globale, queste aziende hanno generato 2 miliardi di dollari di vendite durante il Prime Day, rendendolo il più grande evento di shopping di Amazon non solo per i clienti, ma anche per i partner commerciali giorni.

Vacanze 2019, i trend e le destinazioni top

Le prenotazioni dei viaggi organizzati crescono tra il 5% e il 10% rispetto al 2018. E le mete preferite sono i soggiorni balneari, nel Sud Italia, Nord Africa e Oceano Indiano. Per i viaggi culturali, invece, Giappone, Stati Uniti e Nord Europa sono le mete top dell’estate 2019. E anche quest’anno in Italia i soggiorni mare premiano per l’ennesima volta Sardegna, Sicilia, Puglia e Calabria. Piacciono però anche le città, come Venezia, Firenze, Roma.

Dall’Osservatorio Astoi Confindustria Viaggi, emergono le preferenze degli italiani e le tendenze per queste vacanze 2019. Vacanze che non sono più lunghe come un tempo, ma che in estate vanno dai classici 7 giorni ai 13 giorni al massimo.

In Europa si scelgono Bulgaria, Russia e Serbia. Ripartono Turchia e Tunisia

In Europa hanno invece ottenuto grande consenso i tour in Bulgaria, Russia e Serbia. Bene anche Germania, Irlanda, Gran Bretagna. Il medio raggio ha visto ripartire, dopo alcuni anni di stasi, la Turchia e, dal punto di vista dei soggiorni balneari, la Tunisia. Si riconferma poi l’alta richiesta per il Mar Rosso egiziano, ormai in forte ripresa da oltre un anno, con numeri importanti e un innalzamento di qualità e prezzo medio. La Grecia invece non mostra cambiamenti significativi rispetto alle estati passate, e se la Spagna è sempre richiesta, risulta però in calo rispetto allo scorso anno a causa di prezzi più alti.

Il relax nei mari lontani non è più esclusivamente invernale

Se le crociere muovono tanti passeggeri nel Mediterraneo Orientale, nelle Capitali Baltiche e nel Nord Europa, il lungo raggio conferma l’alta domanda di destinazioni come gli Stati Uniti, tour dei parchi in particolare, e il Giappone. Il relax nei mari lontani poi non è più una tendenza esclusivamente invernale. Agli italiani piace abbronzarsi anche in estate, soprattutto nell’Oceano Indiano, a Zanzibar, in Kenya, Madagascar e Maldive. Ma anche in Oriente, sulle spiagge della Malesia. Buona anche la richiesta di tour di scoperta, abbinati al relax, per mete come il Sud Africa con estensione Mauritius e Seychelles. Le destinazioni in flessione sono invece Messico, Sri Lanka e Caraibi, Repubblica Dominicana esclusa.

Più corte, e più a maggio e ottobre

Un tempo le vacanze estive erano più lunghe, ma oggi gli italiani preferiscono diluire i giorni liberi in più periodi dell’anno. Un altro aspetto riguarda le politiche di prenotazione anticipata (advance booking), che hanno generato alte performance di vendita, in particolare nei primi 3 mesi dell’anno. In linea con i trend europei si riconferma, quindi, anche quest’anno la tendenza di una parte degli italiani ad anticipare le decisioni e l’acquisto della vacanza per garantirsi migliori prezzi e soluzioni di viaggio. Altra tendenza, riporta Askanews, è l’allungamento delle stagioni di spalla, in particolare nei mesi di maggio e ottobre. Questo anche grazie al Mar Rosso, che rappresenta una destinazione con prezzi allettanti e clima ideale anche in questi mesi.

Gestire in azienda il capo “da incubo”: i consigli del coach

Avere un capo impossibile, con cui è impossibile trovare un terreno comune o semplicemente un dialogo, è una delle motivazioni che spinge i collaboratori di un’azienda, anche quelli più capaci, a cambiare posto di lavoro. Eppure esistono diverse strategie per gestire in modo efficace la situazione, a cominciare dal provare a migliorare il rapporto con il capo da incubo. Parola di Roberto D’Incau, fondatore di Lang&Partners, nota società di consulenza HR italiane headhunter & coach, oltre che scrittore di libri di successo. Ecco, raccolti in 10 consigli, come fare per rendere la vita lavorativa… vivibile, anche con un superiore terribile.

Come muoversi in 10 mosse

Innanzitutto l’esperto consiglia di cercare di capire se davvero si ha a che fare con un boss pessimo o se invece ci sono dei pregiudizi, perché  magari sotto sotto si avrebbe voluto essere al suo posto e l’azienda invece l’ha imposto come superiore. Ancora, bisognerebbe riuscire a mettersi nei panni del proprio boss, così da adottare il suo punto di vista: cioè valutare se è davvero un cattivo capo, o è semplicemente molto sotto pressione per i risultati che deve portare, e non sente che i suoi collaboratori diretti lo supportano adeguatamente. Spesso, infatti, ognuno di noi tende a ricordare il capo precedente mettendone in luce solo i pregi, mentre dell’attuale si vedono solo i difetti. Terzo consiglio: anche se il boss è pesante, il proprio ruolo in azienda va avanti indipendentemente da lui. Se il lavoro è ben fatto, verrà apprezzato; e spesso i capi impossibili non durano tanto…

Paletti per sopravvivere

Quarto consiglio, nel caso in cui il il boss sia un maniaco del controllo che vuole verificare tutto: occorre tenere a mente che è un capo poco strategico, che non sa delegare. Meglio fare buon viso a cattivo gioco  rassicurandolo nella sua ansia di controllo: piano piano si fiderà e le cose andranno meglio. E’ fondamentale, poi, saper mettere dei paletti: con cortesia, ma anche con fermezza,  bisogna far comprendere al capo che non si è disposti a subire la sua maleducazione o l’aggressività: meglio però agire non nel momento del conflitto, ma il giorno dopo dicendogli “non ti sembra di avere esagerato ieri con la tua reazione?”. Sempre per portare acqua al proprio mulino, conviene assecondalo nelle sue piccole manie: che siano la puntualità o l’ordine, meglio venirgli incontro.

Cure psicologiche?

Quando non si tratta solo di carattere difficile, ma di evidenti problemi psicologici come il burn out, non si può affrontare la situazione da soli: è bene parlare con l’HR e condividere il proprio punto di vista, per essere spostati in un altro gruppo di lavoro. Ottavo passo: quando si ha vissuto l’esperienza di un capo complicato, fare il possibile per non ripeterla – ovviamente se si può scegliere – nel momento in cui si cambia posto di lavoro. Lavorare sulla propria assertività: spesso chi non riesce a tenere testa a un capo strong ha anche difficoltà a essere assertivo in altre situazioni, ad esempio in famiglia. Infine, è sempre bello provare a trovare dei momenti di “lato bimbo” con lui, di condivisione emotiva, per esempio davanti a un aperitivo: magari è “impossibile” perché è a sua volta fortemente sotto pressione lavorativa o personale, e condividere la sua emotività può essere una buona chiave di accesso.

Moda, food, finanza ed energia: le imprese italiane più sostenibili

Oltre il 50% delle imprese italiane è dotato di una policy sulla sostenibilità, e una percentuale simile ha investito per integrare la sostenibilità nel proprio core business. E questo avviene un po’ in tutti i settori. Nel mondo della moda è Gucci, e in generale tutto il gruppo Kering, a operare ormai da anni in ottica green, mentre nel food sono Eataly e Ferrero i portabandiera di questa attenzione rivolta all’ambiente. Ma come rileva lo studio Seize the change, condotto nel 2017 da Dnv Gl e Ey con il supporto di Gfk Eurisko, gli investimenti sostenibili stanno diventando un trend sempre più consistente anche nei mercati finanziari. Tanto che Banca Generali recentemente ha lanciato la propria “rivoluzione sostenibile” nell’interesse degli stessi investitori.

Gucci e Eataly, due marchi Made in Italy eco-friendly

Da tempo Gucci sta portando avanti iniziative ambientali e sociali che riguardano investimenti in startup e l’utilizzo di un tessile eco-friendly. Inoltre, l’azienda ha creato Gucci Equilibrium, un portale dedicato a fornire aggiornamenti sulle pratiche sociali e ambientali del marchio, con link diretti alle policy dell’azienda. Nel settore food, invece, Eataly ha scelto di commercializzare solo ed esclusivamente prodotti compostabili, per evitare lo smaltimento in discarica e contribuire alla creazione di compost di qualità. L’azienda fondata da Oscar Farinetti ha poi ideato il primo megastore della sostenibilità. Dall’autunno del 2020 nel nuovo negozio Green Pea si potranno acquistare solo prodotti “naturali”, dai capi di abbigliamento ai mobili fino ai cosmetici e i giocattoli.

Ferrero ed Enel, rispettare l’ambiente e le comunità  

Sempre nel food c’è poi Ferrero, che dal 2013 ha lanciato una serie di programmi volti alla buona gestione della sostenibilità ambientale. Come il Ferrero Farming Values, il cui obiettivo è migliorare le condizioni delle aree rurali e delle comunità dove si producono le materie prime. Nell’industria energetica invece Enel sottolinea il proprio impegno a rispettare l’ambiente con Enel Green Power, la società dedicata allo sviluppo e alla gestione delle attività di generazione di energia rinnovabile. Con oltre 1.200 impianti sparsi in 5 continenti Enel Green Power è in grado di soddisfare i consumi di milioni di famiglie, contribuendo a ridurre le emissioni di anidride carbonica e facilitando un nuovo modello di sviluppo che elimini il carbone.

Banca Generali, portafogli di investimento ispirati alle tematiche ESG

Nella finanza Banca Generali ha messo in campo una serie di nuovi strumenti per creare portafogli di investimento ispirati alle tematiche ESG (Environmental, Social and Governance). Il processo di costruzione del portafoglio, e il confronto con gli investitori, sono due attività che Banca Generali ha unito per realizzare una piattaforma online, Personal Porfolio. Si tratta di uno strumento nato dalla collaborazione con MainStreet Partners, società londinese specializzata negli investimenti sostenibili, che fornisce al consulente modelli di portafogli personalizzabili in base alle caratteristiche del risparmiatore. Il tutto sotto il segno della massima sostenibilità.

Entro il 2030, + 78,5% divorzi nel mondo

Un futuro con più single, coppie non tradizionali e figli unici. Entro il 2030 le separazioni nel mondo aumenteranno del 78,5%, e ci saranno sempre meno bambini, anche nei paesi in via di sviluppo. Secondo le stime di Euromonitor Intenational, la global market research company, entro il 2030 la maggior parte delle famiglie avrà solo un figlio. Nelle nazioni più ricche si assisterà infatti a una diminuzione del numero di figli per famiglia pari al 26,5%, e nei paesi in via di sviluppo del 33,8%. Inoltre, i genitori single cresceranno a ritmi tre volte superiori rispetto a quelli che vivono insieme, e i flussi migratori in entrata compenseranno la carenza di giovani solo in alcuni paesi.

Una trasformazione della società in atto dal 2000

La trasformazione della società è in atto già dal 2000, e oggi le famiglie sono formate sempre più da coppie non sposate, adulti dello stesso sesso, genitori single, o conviventi non sposati e senza figli. La definizione di famiglia tradizionale, composta da madre, padre e figli, si sta trasformando rapidamente, ma i governi sono lenti a percepire questo cambiamento.

Secondo gli analisti di Euromonitor, l’incremento dei divorzi sembra dipendere da alcuni elementi, fra i quali una maggiore indipendenza economica da parte delle donne. Inoltre, spesso i divorziati che si risposano si separano una seconda volta, e anche i figli dei divorziati sono più propensi a separarsi, riporta Ansa.

Meno figli significa invecchiamento della popolazione e più elevati costi per i governi

“Il calo delle nascite dipende da molti fattori, i principali sono la diminuzione del tasso di fertilità, l’evidente incremento dei divorzi, il declino delle famiglie multi-generazionali e il caro-vita”, si legge nel report dell’agenzia londinese. Meno figli però significa invecchiamento della popolazione, con sempre più elevati costi per i governi, mancanza di fondi per pensioni e sicurezza sociale, rallentamento della crescita economica e una sempre più accentuata carenza di giovani lavoratori.

I paesi con elevati flussi di migrazione in entrata, come il Regno Unito, o in quelli con ancora tassi di fertilità elevata, come l’Arabia Saudita, per ora possono compensare il cambiamento, mentre il Giappone è il primo paese che gli analisti definiscono una “bomba a orologeria demografica”.

Case sempre più piccole e mobili pieghevoli

Con il calo della natalità, l’aumento dei single e delle coppie senza figli, molte abitudini sono destinate a cambiare. Fra queste la misura delle dimensioni delle case, che nei prossimi anni presumibilmente subirà una riduzione, con l’arrivo sul mercato immobiliare di nuove soluzioni abitative. Il mercato immobiliare cinese, brasiliano e inglese, sta già studiando nuove soluzioni abitative modulari, come ad esempio, silos, container o micro-appartamenti. E mini case, con spazi ristretti, ma più economiche, sono già diffuse a Londra, Tokyo e Beijing.

Si tratta di una richiesta di nuove forme di alloggi destinata a crescere rapidamente in tutte le grandi città. Di conseguenza, anche il mercato dei beni domestici subirà una trasformazione radicale, con la diffusione di mini-elettrodomestici, mobili più piatti, impilabili o pieghevoli.

Quali sono le imprese italiane più attrattive? Lo rivela un premio

Non sono solo i candidati a doversi impegnare per rendersi più “attrattivi” nei confronti delle aziende: anche le imprese devono diventare più competitive per farsi scegliere dai talenti migliori sul mercato. E il Randstad Employer Brand 2019 premia proprio le aziende italiane più attrattive per i potenziali dipendenti.

Il premio è il riconoscimento con cui Randstad, l’operatore mondiale nei servizi per le risorse umane, premia le imprese nelle quali gli italiani preferirebbero lavorare. E lo fa sulla base di una ricerca mondiale completa e rappresentativa di employer branding.

Oltre 200.000 intervistati e 6.200 aziende di 32 Paesi

Il Randstad Employer Brand, giunto alla nona edizione, viene assegnato sulla base dei risultati dell’indagine commissionata da Randstad Holding all’istituto di ricerca Kantar Tns, che misura il livello di attrattività percepita da parte dei possibili dipendenti. Ovvero quanto e per quali fattori le aziende sono capaci di attirare chi cerca lavoro o chi vuole cambiarlo.

Lo studio è condotto in 32 Paesi in modo indipendente (nessuna azienda si può iscrivere volontariamente per partecipare), e viene svolto fra oltre 200 mila intervistati e quasi 6.200 aziende analizzate a livello globale.

Un approfondimento sul mercato del lavoro

Si tratta dell’unica ricerca che fotografa l’opinione della popolazione tra i 18 e i 65 anni, corredata da approfondimenti e analisi sul mercato del lavoro nei diversi settori. In Italia, fra dicembre 2018 e gennaio 2019, è stato intervistato un campione di 7.700 persone classificate per genere, età, scolarità, regione e situazione lavorativa, comprensivo di lavoratori, studenti e non occupati. Agli intervistati è stato chiesto l’interesse come potenziali datori di lavoro in merito a 150 aziende con oltre 1.000 dipendenti e con sede in Italia, conosciute da almeno il 10% della popolazione.

Obiettivo: individuare i criteri con cui si selezionano le aziende per cui lavorare

La ricerca misura quindi la percezione dell’opinione pubblica, non dei dipendenti interni, sulla capacità di employer branding delle aziende.

L’obiettivo è individuare i criteri in base ai quali gli italiani valutano e selezionano l’azienda per cui lavorare, ma anche quanto e per quali fattori le aziende sono capaci di attirare l’attenzione di chi cerca lavoro o vuole cambiarlo. Vinceranno il Randstad Employer Brand 2019 le aziende italiane riconosciute come i datori di lavoro più attrattivi sulla base dei fattori ritenuti più importanti dai potenziali dipendenti.

 

I settori delle imprese al femminile in Lombardia

In Lombardia sono 32 i settori dove le imprese sono guidate principalmente da donne. Secondo un’elaborazione Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati del registro imprese 2018 vedono la prevalenza di imprese femminili i servizi estetici, l’abbigliamento bimbi, gli asili, le erboristerie, le mercerie, le sartorie, le lavanderie, la cura per gli animali, il restauro di opere d’arte, la bigiotteria, le parafarmacie, l’organizzazione di feste, parrucchieri e massaggi.

In media nella regione una su cinque è un’impresa al femminile, 157mila su 818mila, cresciute dello 0,6% in un anno. Prima è Milano, con 53mila imprese di donne (+1,1% in un anno), seguita da Brescia, con 22mila imprese, Bergamo (17mila), Varese e Monza (12mila, e Pavia (9000). Crescono però anche a Como (8000, +1,5%) e Monza (12mila, +1,6%).

I numeri delle imprese “rosa”

Le più alte percentuali sul totale delle imprese presenti in Lombardia si registrano nelle manicure, che con 1.694 imprese a conduzione femminile rappresentano l’88,90% di tutte le imprese del settore in Lombardia. Seguono gli istituti di bellezza, con 31.357 imprese femminili, l’88,20% del totale, gli asili nido (3.134 imprese, 83,20%), riparazione vestiario (1.594, 77,90%), commercio di bomboniere (1.011, 77,80%), mercerie (5.062, 75,60%), lavanderie (1.782, 74,20%), negozi di vestiti per bambini (5.124, 73,80%), erboristerie (2.887, 71,10%), e psicologi (149, 70,60%).

A Milano organizzazione di feste e restauro di opere d’arte sono femminili

A Milano è femminile anche l’organizzazione di feste e il restauro di opere d’arte, a Brescia soprattutto la coltivazione di frutta, a Bergamo la bigiotteria, e a Monza i massaggi. Pavia si distingue invece per il numero di donne nelle imprese di elaborazione elettronica di dati contabili e nel commercio al dettaglio di pane, Sondrio per le donne che gestiscono B&B e Lodi per le fioriste.

A Cremona e Mantova, più donne nei servizi di pulizia, a Varese nella distribuzione di libri e giornali, a Lecco e Como nei servizi per la bellezza. Questi ultimi, circa l’80% su tutto il territorio lombardo, se “rosa” sono numerosi anche a Mantova, Lecco, Cremona, Sondrio, Pavia, Varese e Como.

“Occorre puntare anche sui settori tecnologici e innovativi”

Per le donne lombarde l’impresa rappresenta un’opportunità concreta di sviluppo, e un contributo indispensabile per l’economia e l’affermazione delle proprie capacità. “Occorre partire dai settori in cui le donne sono la maggioranza – dichiara Marzia Maiorano, presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza Lodi – per una rapida diffusione in quelli tecnologici e innovativi, dove può essere maggiore il contributo a vantaggio della crescita economica”.

I 10 lavori più affascinanti di febbraio

A chi è stanco del tradizionale lavoro d’ufficio non manca la scelta. Indeed, la piattaforma di offerte e ricerche di lavoro, ha analizzato il proprio database di annunci, e ha individuato i 10  lavori più affascinanti del mese di febbraio. Tutti accomunati dalla specificità delle competenze o delle caratteristiche richieste. A cominciare dall’insegnante di manga, il celebre fumetto di origine giapponese, caratterizzato da vicende avventurose d’ambientazione fantastica e da un disegno essenziale. Un annuncio aperto in Veneto a tutti gli appassionati disegnatori di fumetti.

Promotore di ciclovia, guida speleologa e orologiaio

Chi l’ha detto che ingegneria, sport e turismo siano mondi distanti tra loro? A Iglesias, in Sardegna, è aperta una ricerca per un appassionato di escursioni sulle due ruote che sappia sviluppare e promuovere una ciclovia. La conoscenza dei cammini storico religiosi è considerata un plus. Per gli amanti della speleologia, delle lingue straniere e dell’avventura in provincia di Udine è invece aperto il recruitment per selezionare le guide che accompagneranno i turisti nella Grotta Nuova di Villanova, la più estesa cavità di contatto tra due diversi tipi di rocce visitabile in Europa. Più a Sud, in Sicilia, un’azienda è alla ricerca di orologiai esperti, in grado di ripristinare orologi sia meccanici sia elettronici.

Bartender, pilota collaudatore, autista soccorritore di ambulanza

Cercasi conoscitore dei vini più pregiati e dei cocktail più in voga. Dove? In un resort sul lago di Como. In questo caso più che la professione, il bartender, è la location a fare la differenza. Ma esiste una posizione aperta anche per gli amanti dell’adrenalina e delle quattro ruote. Su Indeed si crecano infatti esperti per test drive dinamici, sia come conducente sia come passeggero, su strada o su pista. Tra i requisiti fondamentali, aver frequentato corsi di guida sicura. E avere nervi saldi e capacità di mantenere alta l’attenzione anche quando si è sotto pressione. In pratica, gli stessi requisiti chiave per diventare autista per il servizio di trasporto sanitario con ambulanza. Dove? Al Policlinico di Abano Terme.

Houdini artist, ascoltatore madrelingua coreano, barbiere

Non esiste biglietto da visita più affascinante di quello di un Houdini artist, un’illusionista dei tempi moderni, ma anche un’artista del tech. Una società di Milano cerca infatti un mago della programmazione e della creatività che riesca a dare vita ai visual effect più affascinanti. Fondamentale, in questo caso, la conoscenza dei programmi HoudiniFX e Python.

Meno fantasioso, ma non meno interessante, il ruolo di ascoltatore madrelingua per il coreano. La sede di lavoro è in provincia di Milano, e la società specializzata nella traduzione e produzione di audio per ogni tipo di media digitale che lo ricerca richiede la conoscenza della lingua coreana e di quella italiana.

È poi aperto il recruitment di un barbiere esperto per un salone di Sesto Fiorentino. Adatto a chi cerca un lavoro in cui ci si debba prendere cura degli altri, per fare il barbiere sono richieste creatività, passione per l’estetica. E naturalmente, mano ferma.