I 10 lavori più affascinanti di febbraio

A chi è stanco del tradizionale lavoro d’ufficio non manca la scelta. Indeed, la piattaforma di offerte e ricerche di lavoro, ha analizzato il proprio database di annunci, e ha individuato i 10  lavori più affascinanti del mese di febbraio. Tutti accomunati dalla specificità delle competenze o delle caratteristiche richieste. A cominciare dall’insegnante di manga, il celebre fumetto di origine giapponese, caratterizzato da vicende avventurose d’ambientazione fantastica e da un disegno essenziale. Un annuncio aperto in Veneto a tutti gli appassionati disegnatori di fumetti.

Promotore di ciclovia, guida speleologa e orologiaio

Chi l’ha detto che ingegneria, sport e turismo siano mondi distanti tra loro? A Iglesias, in Sardegna, è aperta una ricerca per un appassionato di escursioni sulle due ruote che sappia sviluppare e promuovere una ciclovia. La conoscenza dei cammini storico religiosi è considerata un plus. Per gli amanti della speleologia, delle lingue straniere e dell’avventura in provincia di Udine è invece aperto il recruitment per selezionare le guide che accompagneranno i turisti nella Grotta Nuova di Villanova, la più estesa cavità di contatto tra due diversi tipi di rocce visitabile in Europa. Più a Sud, in Sicilia, un’azienda è alla ricerca di orologiai esperti, in grado di ripristinare orologi sia meccanici sia elettronici.

Bartender, pilota collaudatore, autista soccorritore di ambulanza

Cercasi conoscitore dei vini più pregiati e dei cocktail più in voga. Dove? In un resort sul lago di Como. In questo caso più che la professione, il bartender, è la location a fare la differenza. Ma esiste una posizione aperta anche per gli amanti dell’adrenalina e delle quattro ruote. Su Indeed si crecano infatti esperti per test drive dinamici, sia come conducente sia come passeggero, su strada o su pista. Tra i requisiti fondamentali, aver frequentato corsi di guida sicura. E avere nervi saldi e capacità di mantenere alta l’attenzione anche quando si è sotto pressione. In pratica, gli stessi requisiti chiave per diventare autista per il servizio di trasporto sanitario con ambulanza. Dove? Al Policlinico di Abano Terme.

Houdini artist, ascoltatore madrelingua coreano, barbiere

Non esiste biglietto da visita più affascinante di quello di un Houdini artist, un’illusionista dei tempi moderni, ma anche un’artista del tech. Una società di Milano cerca infatti un mago della programmazione e della creatività che riesca a dare vita ai visual effect più affascinanti. Fondamentale, in questo caso, la conoscenza dei programmi HoudiniFX e Python.

Meno fantasioso, ma non meno interessante, il ruolo di ascoltatore madrelingua per il coreano. La sede di lavoro è in provincia di Milano, e la società specializzata nella traduzione e produzione di audio per ogni tipo di media digitale che lo ricerca richiede la conoscenza della lingua coreana e di quella italiana.

È poi aperto il recruitment di un barbiere esperto per un salone di Sesto Fiorentino. Adatto a chi cerca un lavoro in cui ci si debba prendere cura degli altri, per fare il barbiere sono richieste creatività, passione per l’estetica. E naturalmente, mano ferma.

Bonus caldaia, confermato anche per il 2019

L’Ecobonus è stato confermato anche per il 2019. Lo strumento introdotto da alcuni anni per incentivare l’efficienza energetica delle abitazioni e degli edifici riguarda anche le caldaie. Gli incentivi vengono erogati sotto forma di detrazione dalle tasse delle spese sostenute per effettuare i lavori di miglioramento termico degli edifici, come coibentazioni, posa di finestre e infissi più isolanti, l’installazione di pannelli solari, ma anche per i sistemi di domotica e la sostituzione degli impianti di riscaldamento e di produzione di acqua calda. Come, appunto, le caldaie. Quest’ultimo punto, viene infatti definito bonus caldaia.

Una caldaia a condensazione consente la riduzione dei consumi di circa il 20%…

“L’Ecobonus è un’occasione unica per sostituire le vecchie caldaie con modelli nuovi e più performanti. A giovarne sarà sia l’ambiente che il portafoglio – spiega Giovanni Fontana, responsabile della consulenza tecnica di Italtherm, azienda attiva nella produzione di impianti di riscaldamento -. La sostituzione di una caldaia tradizionale con una a condensazione può consentire infatti di ridurre i consumi di gas di circa il 20%, percentuale che aumenta nel caso di utilizzo di un sistema di termoregolazione evoluto, arrivando in alcuni casi fino al 30% di risparmio”.

…e del 66% di emissioni di gas inquinanti

“In più, sostituire la caldaia permette di ridurre di circa il 66% le emissioni di gas inquinanti – prosegue – I fumi emessi dalle caldaie contengono principalmente vapore acqueo, anidride carbonica e ossidi di azoto: questi ultimi, in particolare, consentono di capire se una caldaia ha, o meno, un basso impatto sulle emissioni inquinanti”.

Se la caldaia nuova è un modello a condensazione in classe A l’Ecobonus, riporta Adnkronos, prevede uno sgravio fiscale del 50% nella dichiarazioni dei redditi. L’aliquota potrà salire fino al 65% se, contestualmente alla nuova caldaia, verrà installato anche un sistema di termoregolazione evoluto. Nel caso in cui vengano eseguiti lavori condominiali le agevolazioni arriveranno anche al 75%.

Detrazioni Irpef o Ires per lavori edili e prestazioni professionali

A essere detraibili saranno le imposte Irpef o Ires relative ai costi sia dei lavori edili che delle prestazioni professionali. Possono usufruire dell’Ecobonus 2019 persone fisiche, professionisti e società, nonché associazioni, enti pubblici e privati nel caso in cui non svolgano attività commerciale.

Per accedere all’Ecobonus sarà necessario registrarsi sul sito Enea nell’apposita sezione dedicata agli incentivi per l’efficienza energetica, e compilare il form che sarà disponibile non appena saranno rilasciati i decreti attuativi.

Alternativa all’Ecobonus è il conto termico, ma nel caso delle caldaie riguarda solo gli enti pubblici. Non prevede un’aliquota di detrazione fiscale, ma un premio in denaro, riconosciuto direttamente sul conto corrente del richiedente.

Linkedin: i professionisti italiani vogliono un nuovo lavoro per guadagnare di più

L’86% dei professionisti italiani desidera una nuova opportunità di carriera, e nei Millennial (24-38 anni) la percentuale sale al 90%. Un dato che sottolinea l’insoddisfazione nei confronti del proprio lavoro. Anche se solo il 37% dei professionisti ritiene di possedere le competenze professionali adatte per “fare il grande salto”, e il 54% ammette di averne qualcuna, ma di doversi assolutamente preparare per affrontare nuove sfide professionali.

Questi alcuni risultati di una ricerca di LinkedIn sulla percezione degli italiani in relazione al futuro del proprio lavoro, le competenze necessarie per avere successo in ambito professionale, e la comparazione degli stipendi attuali rispetto alle generazioni precedenti.

Un professionista su due vorrebbe lavorare all’estero

Dalla ricerca, svolta da Mortar su un campione di 1000 professionisti italiani, risulta inoltre che il 54% degli intervistati pensa che il proprio lavoro esisterà ancora tra 20 anni, e il 29% crede che il proprio profilo professionale rimarrà solo in parte simile a quello attuale. Una percezione in aumento soprattutto nella generazione Z (18-23 anni, 65%), già impegnata in occupazioni fino a qualche anno fa inesistenti, e poco meno fra i più adulti (39-53, 52% circa).

In ogni caso, il settore preferito per guadagnare di più è quello della tecnologia (30%), seguito da finanza (18%), legale (14%), e sanità (10%). Inoltre il 55% circa pensa che andare all’estero sia il miglior modo per ottenere un salario maggiore. In particolare le donne (56% vs 53% uomini).

Oggi il lavoro è più difficile che in passato

Il 58% degli italiani poi ritiene che il lavoro oggi sia più difficile rispetto al passato, e per il 54% dei Millennial è addirittura completamente diverso. Una percentuale che sale al 61% nella fascia più adulta (39-54 anni, 60% uomini e 55% donne).

Il 92% degli intervistati è convinto che esistano vere e proprie differenze nelle competenze da possedere. Al primo posto tra gli stravolgimenti dei flussi operativi la gestione delle prassi di ufficio legate ai sistemi informatici di base (65%), al secondo le hard skill (17%, competenze informatiche di livello avanzato), e al terzo le soft skill (15%, capacità di comunicazione, collaborazione con i colleghi, gestione corretta del tempo).

Per fare carriera la laurea non basta

Nonostante la maggior parte degli intervistati creda che la laurea sia l’attestato più importante per ottenere una buona carriera, l’89% pensa che una volta laureati sia necessario acquisire nuove competenze per poter guadagnare di più. Pertanto, il 37% dei professionisti pensa che lo stipendio più adeguato per uno stile di vita accettabile oscilli tra 30 e i 49 mila euro l’anno. E se il 47% degli italiani sostiene di guadagnare più dei genitori il 36% dichiara di guadagnare meno, e il 14% conferma di avere bisogno di un aiuto economico da parte della famiglia. Soprattutto per pagare l’affitto di casa (13%), le cene familiari al ristorante (12%), le vacanze (11%) e il credito telefonico (10%).

Lombardia, volano le imprese dello sport

Lo sport piace agli italiani e ai lombardi in particolare. Secondo i dati della Camera di commercio  di Milano Monza Brianza Lodi sono 22 mila le imprese che si occupano di sport in Italia, di cui 4 mila in Lombardia, tra cui rispettivamente 7 mila nazionali e oltre mille imprese in regione che promuovono eventi sportivi, 4 mila e quasi mille palestre, 4 mila e quasi mille club sportivi, 4 mila e circa settecento gestori di impianti, quasi 2 mila e circa quattrocento organizzatori di corsi sportivi. Sono 42 mila gli addetti in Italia di cui circa 10 mila in Lombardia e circa 5 mila concentrati solo a Milano. Business da oltre 3 miliardi in Italia, quasi 1 miliardo in Lombardia, quasi 600 milioni a Milano, prima nel Paese.

Trainano corsi ed eventi sportivi

Trainano i corsi sportivi (+57% in Italia in circa cinque anni, +83% in Lombardia e +74% a Milano), la promozione di eventi sportivi (+61%, +57%, +52%). Bene anche palestre, club sportivi e gestione di impianti (+10% circa in Italia e + 20% circa a Milano). “La crescita delle imprese nei settori legati allo sport è la conferma di una maggiore dotazione di strutture e servizi legati alla qualità della vita sul nostro territorio. Si tratta di un elemento di attrattività in più anche dal punto di vista turistico, che si lega al tema dell’ospitalità e dell’accoglienza, particolarmente apprezzato nelle aree visitate da Italiani e stranieri. Si tratta di un punto di forza in quanto contribuisce ad una esperienza turistica completa anche dal punto di vista del benessere”, ha dichiarato Valeria Gerli, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. E l’intero settore cresce in Italia del 25% in quasi cinque anni, da fine 2013 a metà 2018. In Lombardia cresce del + 27%.

Le regioni e le province più in forma

In pole position la Lombardia con 4.105 imprese. Bene anche Lazio, Emilia Romagna, Veneto e Toscana. E’ quanto emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati del registro imprese al secondo trimestre 2018 confrontati con fine 2017 e fine 2013. I dati si riferiscono alle sedi di impresa attive.
Tra le province italiane, prime Roma, Milano, Torino. A Roma sono 1.903 le imprese attive nei settori dello sport, +3,6% in sei mesi, +40% dal 2013, a Milano 1.307 imprese, a Torino 916, a Brescia (786, a Napoli 767.

E’ sempre più smartPos-mania

Classiche carte di credito e “soliti” bancomat addio? Pare proprio di sì. Anche nel mondo dei pagamenti la tecnologia si evolve a favore di nuove soluzioni tecnologiche sempre più smart ed efficienti, sia per l’esercente sia per il cliente. E’ infatti sempre più diffuso il pagamento in forma digitale tramite smartphone e contactless card al posto dei vecchi pos: lo confermano i dati dell’Osservatorio Mobile Payment del Politecnico di Milano. Lo scorso anno il valore delle transazioni effettuate con carta ha raggiunto quota 220 miliardi di euro. E di queste transazioni, il 21% sono state effettuate tramite eCommerce, ePayment, mobile payment, contactless payment, mobile pos. Si tratta di un fenomeno in crescita del 6% rispetto al 2016, guidato in particolari modo da pagamenti con carte contactless (+150%) e mobile (+60%).

La rivoluzione parte dalla novità NexiSmartpos

Tra le principali novità dell’ultimo periodo spicca Nexi Smartpos. Non si tratta di un semplice pos, ma tanto di più: si caratterizza per design innovativo, doppio schermo touch (per cliente e per esercente); accettazione di tutti i pagamenti digitali carte tradizionali, contactless, smartphone, buoni pasto e QRcode. Ed è uno strumento altamente personalizzabile, con app scaricabili per le diverse esigente dell’esercente. Funziona con i pagamenti contactless di ultima generazione come Apple Pay, Samsung Pay e Google Pay e garantisce una ‘rivoluzione di servizi’ per l’esercente: schermo touch 7 pollici per una migliore esperienza di utilizzo e con la possibilità dell’archiviazione digitale delle ricevute di pagamento, rintracciabile poi nella lista delle transazioni. E ancora fotocamera per lettura QR Code, unico lettore carta ‘multi reader’, porte Usb per collegare dispositivi esterni e wi-fi e 4g per la velocità massima delle transazioni. Nexi Smartpos permette all’esercente di gestire automaticamente promozioni, sconti od omaggi.

Tanti device di ultima generazione per pagamenti smart

Nel panorama degli strumenti innovativi dei pagamenti ci sono diverse altre novità. Come Pos Axerve di Banca Sella, che essendo portatile consente di accettare pagamenti ovunque l’esercente si trovi. E il device è abilitato anche a dialogare con Apple Pay e Samsung Pay. Axerve dà la possibilità all’esercente di vedersi notificato ogni mese il totale delle transazioni effettuate dal POS. Altro device nuovo è Axium D7, che è il nuovo Smart-Pos di Ingenico, basato sulla tecnologia Android: permette di eseguire, su un unico device ,i servizi correlati al business del negozio, i Vas (value added services) e i pagamenti cashless in qualsiasi modalità (carta, NFC, wallet, APM).

Occupazione in aumento, a livelli pre-crisi

In uno scenario economico nazionale che non sempre appare roseo, per fortuna arriva anche qualche buona notizia. Questa volta si tratta del delicato tema del lavoro. La good news degli ultimi tempi rivela che pare essere tornati in tema occupazione ai tempi pre-crisi. Il mercato del lavoro, in progressivo miglioramento soprattutto nel secondo trimestre 2018, sembra proprio in fase di ripresa. A rilevarlo sono i dati che emergono dall’ottava Nota Trimestrale che l’Istat, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l’Inps, l’Inail e l’Anpal hanno appena pubblicato sui rispettivi siti web.

Crescono le domande per tutte le tipologie professionali

L’analisi relativa al mondo del lavoro, recentemente diffusa dall’agenzia di stampa AdnKronos, evidenzia che, fortunatamente, aumentano i tassi di occupazione in tutti i settori. Sono in crescita sia i dipendenti a tempo indeterminato (+ 34 mila) sia a tempo determinato (+53 mila). Sempre l’Istat rileva che questo sviluppo riguarda uomini e donne di ogni categoria professionale, con un positivo annullamento delle differenze di genere. Inoltre, bisogna sottolineare un altro dato significativo: l’impennata occupazionale sta conoscendo un momento di potenziamento in un contesto di lieve rallentamento della crescita del Pil rispetto al ritmo registrato nei due trimestri precedenti (+0,2% in termini congiunturali e +1,2% su base annua). Dati che fanno ben sperare per il mercato del lavoro in generale e per una accelerazione dell’aumento del Pil.

Il trend dello sviluppo del mercato del lavoro

Un altro dato significativo da evidenziare è rappresentato dal fatto che il lavoro dipendente a tempo determinato è in fase di crescita per il nono trimestre consecutivo (+361 mila). Le posizioni a tempo indeterminato sono in fase ascendente per il secondo trimestre consecutivo, seguendo ritmi più accentuati per un aumento delle trasformazioni: le posizioni lavorative a tempo indeterminato presentano una crescita nei dati sia delle CO (+64 mila posizioni) sia dell’Inps (+57 mila posizioni). Per quanto riguarda le posizioni a termine, queste sono in crescita ininterrotta dal secondo trimestre 2016. Le aperture di posizione a tempo determinato sono pari all’80,3%, in aumento rispetto al 78,2% registrato nel secondo trimestre del 2017. Secondo la fonte Inps-Uniemens che include il lavoro in somministrazione e a chiamata, si conferma un ulteriore incremento del tempo determinato (+335 mila su base annua); le posizioni lavorative a tempo indeterminato presentano una crescita nei dati sia delle Comunicazioni Obbligatorie (+64 mila posizioni) sia dell’Inps (+57 mila posizioni).

Bevi bene anche al lavoro grazie ai distributori d’acqua IWM

Se per il tuo ufficio hai scelto di adottare il sistema dei boccioni d’acqua per consentire a tutti i lavoratori di potersi dissetare, molto probabilmente sei costretto a far fronte ad alcuni problemi che questo tipo di erogatori d’acqua comportano. Diciamo innanzitutto che il loro peso è notevole e non è dunque agevole fare rifornimento e portare decine di boccioni al piano desiderato o sistemarle in attesa che vengano utilizzate. Spesso inoltre, l’acqua dei boccioni ha un sapore poco gradevole che rende il dissetarsi meno piacevole di quello che dovrebbe essere. Infine, bisogna considerare i costi e le risorse da impiegare per smaltire correttamente i boccioni stessi dopo l’utilizzo, secondo quanto previsto dalle normative della regione in cui si opera. A questi svantaggi si aggiunge una questione meramente economica considerando che il costo al litro dei boccioni è decisamente molto più elevato rispetto quello che è il costo dell’acqua di rubinetto.

Se riconosci in questa descrizione alcuni problemi legati ai boccioni d’acqua che ti riguardano da vicino, considera che oggi il distributore acqua ufficio commercializzato da IWM è in grado di risolvere i tuoi problemi consentendo a tutti di poter bere con piacere l’acqua del rubinetto. Grazie alla tecnologia ad osmosi inversa infatti, l’acqua sarà perfettamente purificate, per essere successivamente re-mineralizzata e resa dunque ottima sia per quel che riguarda le caratteristiche organolettiche che per quanto riguarda il sapore. In base al gusto dei lavoratori inoltre, l’acqua potrà essere più o meno fredda, ma anche calda o gasata se lo si preferisce. È dunque una soluzione ecologica e che al tempo stesso consente di risparmiare rispetto la costosa acqua dei boccioni, per cui il consiglio è quello di contattare il numero verde 800.685.540 per parlare direttamente con un consulente IWM ed individuare la soluzione più adatta al proprio ufficio.

Milano sarà tutta Area B: da gennaio 2019 stop ai veicoli inquinanti

Milano introduce l’Area B zona a traffico limitato e a basse emissioni inquinanti vasta quasi quanto i confini della città, ovvero il 72 per cento dell’intero territorio comunale. Lo ha deliberato la giunta cittadina e il provvedimento sarà attivo dal 21 gennaio 2019: l’ingresso sarà vietato ai veicoli benzina euro 0 e diesel euro 0, 1, 2, 3 e progressivamente, per passaggi successivi fino al 2030, a tutti i veicoli diesel. È stato approvato anche un pacchetto da sette milioni di euro di incentivi destinati alle imprese per l’acquisto di veicoli ibridi, elettrici, a metano, benzina/metano, GPL, benzina/GPL, benzina euro 6.

Emissioni subito in calo

Come riporta l’agenzia Askanews, il Comune di Milano stima che l’Area B, già nel periodo tra il 2019 e il 2026, consentirà di ridurre le emissioni atmosferiche da traffico complessivamente di circa 25 tonnellate di Pm10 allo scarico e di 900-1.500 tonnellate di ossidi di azoto. In particolare, ci sarà un drastico calo di emissioni di Pm10 praticamente da subito: meno 14 per cento di emissioni nel 2019; meno 24 per cento nel 2020, meno 21 per cento nel 2021. Nei primi quattro anni le emissioni di Pm10 si ridurranno della metà ovvero di 15 tonnellate. Riduzioni misurabili anche sul NoX: l’accelerazione avverrà tra il 2023 e il 2026 con un calo dell’11 per cento ogni anno. Tra il 2019 e il 2022 la diminuzione prevista sarà del 4-5 per cento all’anno.

Seconda tappa il 1 ottobre 2019

Il secondo passo di Area B partirà poi il 1° ottobre 2019, quando diventerà attivo lo stop ai diesel euro 4, già proibiti dal 2017 in Area C. Seguiranno altri divieti progressivi per classi di veicoli immatricolati persona e merci. Per controllare l’Area B ci saranno 186 telecamere installate in altrettanti varchi lungo il perimetro della città. Le prime saranno accese a gennaio e poi via via le altre fino ad arrivare a un totale presidio del territorio. L’area soggetta a restrizioni comprende quasi 1.400.000 abitanti (il 97,6 per cento della popolazione residente) e il divieto di accesso per le categorie di veicoli inquinanti sarà dal lunedì al venerdì, dalle ore 7:30 alle ore 19:30, esclusi i festivi, lo stesso orario di Area C.

Migliorare la qualità della vita di Milano

“Vogliamo migliorare la qualità della vita a Milano. L’aria che respiriamo è fondamentale. Le polveri sottili nocive per la salute sono già in calo da alcuni anni, ma vogliamo abbatterle drasticamente. Per questo abbiamo costruito un sistema efficace di regole e lo abbiamo chiamato Area B come il blu, il colore con cui si disegna l’aria pulita. Il sistema comprende anche soldi immediatamente disponibili alle imprese, per incentivare il ricambio del parco auto senza penalizzare le attività, e di deroghe, per consentire a tutti il passaggio a classi di veicoli che inquinano meno. Siamo certi che le famiglie siano pronte a questo cambiamento” ha spiegato l’iniziativa Marco Granelli, assessore alla Mobilità e Ambiente.

Nuovo pericolo per i Bitcoin: arriva il file che li “mangia”

La rete deve vedersela con un nuovo alert virus. Della serie, non si può mai stare tranquilli. D’altronde i pericoli informatici sono in continua evoluzione e, proprio per questo, vanno costantemente monitorati. Questa volta a far paura è una variante del ramsonware Rakhni (nome completo ‘Trojan-Ransom.Win32.Rakhni’), conosciuto dagli analisti fin dal 2013. La “mutazione” è stata ora scoperta dagli esperti di Kaspersky Lab. E sono proprio i ricercatori a segnalare che la sua nuova funzionalità si concentra proprio su un settore ghiotto: il mining di criptovalute.

Il malware decide come agire

In sintesi, è lo stesso malware a decidere sulla base delle caratteristiche del Pc colpito “se attivare la funzionalità di cifratura dei file, tipica dei ransomware (virus che poi chiedono un riscatto per essere disattivati, ndr) o quella per l’estrazione di diversi tipi di criptovalute”. Come riporta AdnKronos, il virus mutato sceglie se “mangiarsi” gli eventuali Bitcoin presenti nel computer.
Gli avvisi del CERT

Gli esperti del CERT – Computer Emergency Response Team, informano che questo virus “viene distribuito prevalentemente attraverso campagne di email di spam con allegati malevoli”, “per lo più in Russo” e con “allegato un file di Microsoft Word (estensione .docx) che a sua volta presenta al suo interno quello che appare come un documento PDF embedded. Se chi viene colpito fa malauguratamente un doppio clic sull’icona del documento, invece di aprire un file PDF lancia un eseguibile malevolo mascherato da prodotto Adobe allo scopo di indurre l’utente a consentire il permesso per l’esecuzione”.

Come agisce

“Il trojan decide se scaricare il ransomware o il miner a seconda della presenza o meno sul sistema della cartella %AppData%\Bitcoin”. Se esiste “viene scaricato il modulo per la cifratura. Se la cartella non esiste e la macchina è equipaggiata con un processore con almeno due core logici, viene scaricato il modulo per il mining”. Se nessuna delle due circostanze si verifica, “viene attivata la funzionalità di worm: il trojan tenta di copiare sé stesso su tutti i computer accessibili sulla rete locale con la directory Utenti condivisa”.

Come proteggersi

Anche in questo caso, l’antivirus fa la differenza. Perché dopo aver “verificato la presenza di processi in esecuzione relativi a prodotti antivirus”, se nel sistema non viene trovato alcun antivirus, “il trojan esegue una serie di comandi per disabilitare Windows Defender”. Comandi che “inviano email ad un indirizzo codificato al loro interno. Questi messaggi contengono varie statistiche sull’infezione e una serie informazioni tra cui: nome del computer; indirizzo IP della vittima; percorso del malware sul sistema; data e ora correnti; data di creazione del malware”. Però “la capacità di individuazione di questa variante di Rakhni da parte dei più diffusi antivirus risulta molto elevata”, informato i ricercatori. Una parziale buona notizia c’è.

La paura di volare colpisce 7 italiani su 10

Il timore di perdere il controllo, l’angoscia di attentati terroristici: la paura di volare colpisce un numero crescente di persone, e le cause sono le più diverse. Si preferisce quindi viaggiare con altri mezzi di trasporto, il treno, l’auto o la nave. Il 67% delle persone non ama infatti prendere l’aereo perché ha la sensazione di non avere il controllo del mezzo e della situazione, mentre il 77% teme un possibile attentato, e il 69% preferisce spostarsi in un luogo non troppo lontano dalla propria residenza. E con mezzi alternativi come il treno (37%) o altri mezzi su strada (45%). Solo in pochi amano prendere l’aereo per raggiungere le mete dei loro viaggi (17%).

“Per molti l’esperienza del volo è vissuta con uno stato emotivo terribile”

È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Eurodap, l’Associazione europea disturbi da attacchi di panico, a cui hanno risposto 568 persone di ambosessi dai 25 ai 65 anni.

“In un mondo in cui tutto va veloce, compresi gli spostamenti – spiega la psicoterapeuta Paola Vinciguerra, direttore scientifico di Bioequilibrium e presidente di Eurodap – il mezzo di trasporto per elezione è ormai l’aereo perché permette lunghi spostamenti in breve tempo. Per molti, però, l’esperienza del volo è spesso vissuta con uno stato emotivo terribile, notevole ansia, preoccupazione, paura, fino al vero e proprio panico. Sono dati allarmanti, quindi è necessario tentare di risolvere, o almeno imparare a gestire questa forte ansia, che conduce alla paura di volare”.

Consigli e rimedi per migliorare i viaggi ad alta quota

Ecco allora alcuni consigli e rimedi pratici dello staff di Bioequilibrium, specializzato nella cura dello stress, per migliorare il viaggio ad alta quota. Il primo è chiedere informazioni a bordo: a volte può succedere che a scatenare la paura siano interpretazioni erronee di normali avvenimenti collegati al volo, quindi informarsi potrebbe essere utile a diminuire l’ansia. Secondo consiglio è evitare sostanze eccitanti prima del volo, come ad esempio il caffè, riporta Askanews. Terzo consiglio, pensare ad altro. Evitare, quindi, di pensare ossessivamente al volo alimentando così ansia e paura.

Riposare prima di partire, e affidarsi al personale di bordo

Non meno importante è imbarcarsi adeguatamente riposati. E tentare di dormire in maniera regolare nei giorni precedenti alla partenza, perché la mancanza di sonno potrebbe accentuare lo stato di alterazione fisiologica legata alla paura del volo. Una volta a bordo, affidarsi al personale: stuart e hostess, infatti, sono perfettamente addestrati a intervenire, e sanno come aiutare chi ha paura.

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