La solidarietà cambia volto: gli italiani e le donazioni

Si sa che gli italiani sono un popolo generoso, e aderiscono col cuore alle cause benefiche. Nel 2024, però, si è assistito un cambiamento importante: la solidarietà diventa più ‘mirata’. Dopo gli anni segnati da emergenze globali e campagne straordinarie di raccolta fondi, le donazioni informali registrano un lieve calo, mentre cresce l’attenzione verso cause specifiche e progetti locali. Le donne continuano a confermarsi più attive degli uomini nel sostegno al prossimo, e i giovani si affacciano con uno sguardo nuovo, più attento ai valori che alle organizzazioni.

A delineare questo scenario è l’indagine “Italiani solidali”, condotta da Doxa per il report “Noi Doniamo 2025” dell’Osservatorio sul Dono, che dal 2018 osserva l’evoluzione della generosità nel Paese. Il rapporto fotografa un’Italia in cui la spinta a donare non scompare, ma cambia forma e priorità.

Diminuiscono (forse) le ‘emergenze’ globali 

Il dato più evidente riguarda la diminuzione delle donazioni informali: nel 2024 solo un italiano su due ha compiuto almeno un gesto di solidarietà diretta, contro il 55% dell’anno precedente. Il calo, spiegano i ricercatori, è legato soprattutto all’assenza di grandi emergenze collettive.
Le raccolte fondi legate a crisi come la pandemia o la guerra in Ucraina si sono infatti dimezzate, passando dal 18% al 9%.

Scendono anche le offerte in contanti a persone in difficoltà (dal 19% al 16%) e le raccolte informali religiose e non religiose. Restano invece stabili le offerte durante la Messa, mentre crescono le donazioni destinate a scuole e strutture per animali abbandonati.
Nel complesso, i donatori totali – tra contributi a organizzazioni e gesti informali – si attestano al 42% della popolazione, mentre i non donatori salgono al 37%. L’importo medio donato a enti non profit resta fermo a 68 euro l’anno, quello delle donazioni informali si attesta a 29 euro.

Chi è più generoso? Donne, senior e Sud

Il profilo del donatore tipo resta stabile: prevalentemente femminile, con età superiore ai 65 anni e un livello di istruzione medio-alto. Le donazioni informali si concentrano soprattutto nel Sud e nelle Isole, mentre quelle verso le organizzazioni non profit sono più diffuse nel Centro Italia.

Il 68% degli intervistati considera le ONP più affidabili, mentre un terzo teme che la distanza dai beneficiari renda meno trasparente l’uso dei fondi.

I giovani scelgono le cause, non le ‘bandiere’

Il report dedica un approfondimento ai giovani sotto i 35 anni, che si distinguono per una maggiore mobilità e idealismo. Le loro donazioni cambiano di anno in anno, guidate più dalle cause che dagli enti. Ambiente, diritti civili, tutela degli animali e valorizzazione del patrimonio culturale sono i temi più sentiti.

Per molti di loro, donare non è solo un gesto di altruismo, ma un modo concreto per partecipare al cambiamento e contribuire al bene comune.