Ogni anno ci ripromettiamo di non esagerare, e puntualmente ci ritroviamo a fare i conti con liste infinite e salvadanai svuotati. Stavolta, però, il quadro è chiaro fin da subito: per i regali di Natale spenderemo un po’ meno.
Secondo l’indagine che Facile.it ha commissionato a EMG Different, la media per persona sarà intorno ai 204 euro. In totale, gli italiani muoveranno circa 8,7 miliardi di euro. Una cifra importante, certo, ma comunque in calo.
Un Natale più “misurato”
Rispetto al 2024, il budget complessivo scende di quasi il 20%. Non è difficile capire perché: tre milioni di italiani hanno dichiarato che ridurranno la spesa per i doni, schiacciati da bollette, affitti e aumenti vari che non lasciano molto margine. E allora si tirano le somme, si taglia qualcosa qua e là, e si cerca di salvare comunque lo spirito delle feste.
Una parte dei regali, però, arriverà grazie ai pagamenti a rate o ai prestiti personali. Un’analisi mUp Research per Facile.it stima che il 18% dei doni sarà acquistato proprio con queste formule, dal classico finanziamento al “Buy Now Pay Later”, ormai sempre più diffuso.
Chi apre il portafogli
Ci sono poi differenze interessanti tra le varie fasce della popolazione. Le donne, ad esempio, spendono un po’ più degli uomini: circa 208 euro a testa, un piccolo scarto ma comunque significativo. E gli over 65 si confermano i più generosi, con un budget medio di 281 euro ciascuno, ben sopra la media nazionale.
Nord e Sud: due modi diversi di vivere le feste
Anche la geografia fa la sua parte. Nel Nord Ovest, infatti, si spenderà circa il 20% in più rispetto al resto del Paese. Al contrario, nelle regioni del Sud e nelle Isole la media si fermerà attorno ai 177 euro a persona. Una fotografia che riflette, ancora una volta, le diverse condizioni economiche del Paese.
Non solo regali: il lungo conto del Natale
E poi c’è tutto il resto. Secondo il rapporto Facile.it – Consumerismo No Profit, le spese che preoccupano di più non sono nemmeno quelle dei regali, ma quelle legate alla tavola. Analizzando i dati Istat, emerge che dal 2021 al 2025 i prezzi degli alimenti sono cresciuti di circa il 25%. Latte, formaggi, uova, pane, cereali: praticamente tutto costa di più. Il risultato? Pranzi e cenoni vanno pensati con attenzione.
E persino decorare la casa può costare di più: lo scorso anno gli addobbi natalizi hanno registrato un aumento medio del 16%, e quest’anno non sembra destinato a invertire la rotta.









