Gli studenti italiani tornano in classe, mentre famiglie e istituzioni si preparano ad affrontare le sfide educative del nuovo anno. La terza edizione dell’Ipsos Education Monitor esplora le percezioni in 30 Paesi riguardo al sistema scolastico, le sfide che affrontano scuole e giovani, e il ruolo della tecnologia nell’istruzione.
Di fatto, il 33% degli intervistati identifica la salute mentale come la sfida principale per i giovani, superando disuguaglianza (28%), bullismo (26%) e social media (25%).
Il 53% ritiene addirittura che nel proprio Paese la salute mentale dei giovani sia in condizioni critiche, con picchi in Cile (73%) e Francia (69%).
Sistema scolastico, promosso o bocciato?
Ungheria (59%), Francia (55%) e Romania (54%) giudicano piuttosto negativamente il proprio sistema scolastico. Opinioni critiche emergono anche in Germania, Spagna, Belgio e Italia, dove solo il 24% approva il sistema educativo nazionale.
Al contrario, l’Irlanda si distingue per il 71% di valutazioni favorevoli, seguita dal Regno Unito (49%).
Le principali criticità includono programmi scolastici obsoleti, formazione inadeguata degli insegnanti e mancanza di finanziamenti pubblici. In Italia, è citata anche l’inadeguatezza delle infrastrutture.
Divieto di accesso ai social
Mentre l’Australia si prepara a diventare il primo Paese a vietare l’accesso ai social per i minori di 16 anni, l’indagine mostra che in tutti i 30 Paesi esaminati la maggioranza è favorevole all’introduzione di limiti d’età.
Il 71% ritiene che i minori di 14 anni non dovrebbero accedere ai social media, anche al di fuori del contesto scolastico. Tra i genitori con figli in età scolare la percentuale aumenta al 74%.
L’Italia si distingue particolarmente in questa tendenza, posizionandosi al terzo posto con l’83% di favorevoli al divieto, ben sopra la media internazionale.
L’approccio all’uso della tecnologia nelle scuole varia significativamente tra Paesi. L’Italia è tra le nazioni più severe: al 3° posto per il divieto dei social media agli under14, al 4° posto per il divieto degli smartphone (67% favorevole) e al 5° posto per il divieto dell’AI, inclusa ChatGPT (46% favorevole).
Storia e matematica, le più amate (e più odiate)
Le persone, a livello internazionale, citano storia come la materia che più hanno apprezzato durante gli anni scolastici, seguita da matematica e scienze.
In particolare, la matematica si rivela una materia divisiva. Pur essendo la seconda materia più amata, con il 30% di preferenze, risulta anche prima nella classifica delle più detestate, citata dal 37% degli intervistati.
In Italia la situazione è uguale alla media dei 30 Paesi.
Un trend positivo internazionale per l’inizio scuola 2025 è la riduzione del divario di genere nelle preferenze scolastiche. Mentre tra i Baby Boomers persiste una netta distinzione tra le materie preferite dai ragazzi (scienze, matematica) e quelle preferite dalle ragazze (lingue, letteratura), tra le generazioni più giovani questo divario si riduce notevolmente, fino a diventare quasi inesistente per scienze e matematica.
