Terziario in crisi: manca la forza lavoro

Nel 2025, il commercio, la ristorazione e il settore dell’ospitalità dovranno affrontare una grave carenza di personale, con 258mila posizioni che rischiano di restare scoperte. Lo rivela una nota di Confcommercio. Il problema è in aumento rispetto al 2024 (+4%) e minaccia di frenare la crescita economica di comparti strategici per il Paese.

La difficoltà di reperire lavoratori qualificati è un ostacolo che l’economia italiana non può permettersi, soprattutto in un contesto già segnato da incertezze globali e da possibili restrizioni commerciali.

Le figure più ricercate

Le aziende faticano sempre più a trovare profili specializzati. Nel settore del commercio, le difficoltà maggiori riguardano i commessi esperti in moda e abbigliamento, così come macellai, gastronomi e addetti alla pescheria nella vendita alimentare.

Nella ristorazione, la carenza di personale riguarda cuochi, pizzaioli, barman e camerieri di sala, mentre nelle strutture alberghiere si segnalano difficoltà nel reperire addetti alle pulizie, camerieri e chef.

Le cause della mancanza di personale

Le ragioni di questa crisi occupazionale sono molteplici. Da un lato, il calo demografico ha ridotto drasticamente la fascia di popolazione tra i 15 e i 39 anni, diminuendo il numero di giovani disponibili nel mercato del lavoro. Dall’altro, le aziende faticano a trovare persone con competenze adeguate, sia tecniche che trasversali. Inoltre, si registra un cambiamento nelle preferenze lavorative delle nuove generazioni, che cercano condizioni più flessibili e meno vincolanti.

La scarsa mobilità territoriale, infine, rende ancora più difficile colmare i vuoti nelle aree dove la domanda di lavoro è più alta.

Come far incontrare domanda e offerta 

Per affrontare l’emergenza, è necessario rafforzare le politiche attive del lavoro, investendo in formazione e aggiornamento professionale. Le imprese devono essere supportate nel creare percorsi di crescita per i dipendenti, valorizzando sia le competenze tecniche che quelle trasversali, indispensabili per adattarsi alle evoluzioni del mercato.

Un ruolo chiave è rappresentato dal collegamento tra istruzione e mondo del lavoro. Favorire tirocini, apprendistati e stage consentirebbe ai giovani di entrare nel mercato con competenze adeguate e alle aziende di formare direttamente le risorse di cui hanno bisogno.

Il contributo della contrattazione collettiva 

Anche la contrattazione collettiva può dare un contributo importante. Il recente rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Terziario, che interessa oltre 2,5 milioni di lavoratori, ha ridefinito le categorie professionali per rispondere meglio alle esigenze del mercato.

Un segnale che va nella direzione giusta, ma che deve essere accompagnato da un impegno strutturale per garantire la sostenibilità del lavoro nel terziario.