Intelligenza artificiale generativa: le donne e i minori sono più vulnerabili ai rischi

L’Intelligenza artificiale generativa (GenAI) può essere molto utile per i bambini, poiché può personalizzare le esperienze di apprendimento, sostenere l’espressione creativa e migliorare la comunicazione.
Questo potrebbe aiutare in particolare i bambini con disabilità, o quelli che devono affrontare barriere linguistiche.

D’altro canto, la GenAI comporta rischi di manipolazione e problemi di privacy. Dato che le capacità cognitive dei bambini sono ancora in fase di sviluppo, i minori sono più vulnerabili ai pericoli delle false informazioni.
È quanto emerge dal rapporto sulla GenAI, la prima analisi completa del Centro comune di ricerca (Jrc, Joint Research Centre) dell’Unione Europea sull’impatto tecnico e socio – economico di questa tecnologia.

I pregiudizi di genere dell’AI in campo finanziario e nella ricerca di personale

Ulteriori rischi sono poi legati ai sistemi di GenAI che presentano pregiudizi e stereotipi, in particolare, se i loro dati riflettono disuguaglianze storiche e sistemiche.

Un esperimento del Jrc ha riscontrato pregiudizi di genere nei modelli di AI utilizzati per il processo decisionale finanziario, con un divario di circa il 4% a favore degli uomini. Un risultato simile ad altri studi sui modelli utilizzati dalle banche per effettuare valutazioni del rischio.
Le donne poi rischiano di trovarsi di fronte a disuguaglianze anche nelle assunzioni, perché gli algoritmi di AI favoriscono i candidati uomini rispetto alle candidate donne altrettanto qualificate.

UE al terzo posto dopo Cina e USA negli investimenti tecnologici

Sempre secondo il rapporto sulla GenAI del Centro comune di ricerca, il panorama competitivo globale della GenAI è dominato dalla Cina e dagli Stati Uniti. In particolare, la Cina contribuisce per il 60% e gli Stati Uniti per il 12%.

La Ue si colloca al terzo posto, contribuendo al 7% delle attività globali di GenAI, ossia ricerca, nuovi brevetti, operazioni commerciali e investimenti nella tecnologia. 

Ricerca: Europa al secondo posto per pubblicazioni di articoli a livello mondiale

Secondo i ricercatori, l’Europa è al secondo posto a livello globale nelle pubblicazioni di ricerca sulla GenAI, producendo il 21% degli articoli a livello mondiale, oltre 3.000 nel 2023.

Tuttavia, riporta Ansa, i brevetti depositati nella Ue rappresentano solo il 2% della quantità globale. Questo sottolinea la necessità di investimenti in soluzioni innovative di GenAI.
Inoltre, osservano gli esperti, le startup europee che si occupano di GenAI hanno difficoltà ad accedere al capitale di rischio. E con un divario notevole di finanziamenti rispetto agli Usa.