L’outsourcing del Security Operations Center (SOC) consente alle aziende di delegare singole funzioni o l’intero ciclo operativo a un fornitore esterno di fiducia.
Anche in Italia questa tendenza è ormai consolidata. Il 67% delle aziende italiane prevede infatti di esternalizzare parte del proprio SOC, combinando risorse interne con competenze esterne, mentre il 22% è pronto ad adottare un modello completamente SOC-as-a-Service (SOCaaS).
Solo l’11% prevede di costruire un SOC interamente in-house.
È quanto emerge da una ricerca di Kaspersky. Oggi, la maggior parte delle aziende sceglie di esternalizzare almeno una parte del proprio (SOC), e un numero significativo adotta il modello (SOCaaS).
In Italia si preferisce mantenere internamente le attività strategiche
L’outsourcing del SOC può includere diversi servizi: progettazione e architettura del SOC, implementazione e manutenzione delle tecnologie, monitoraggio e analisi da parte di analisti di sicurezza esterni, servizi di consulenza/formazione, fornitura completa di SOCaaS.
La maggior parte delle aziende italiane preferisce mantenere internamente le attività strategiche, affidandosi invece a team esterni e tecnologie avanzate per i carichi di lavoro più operativi e altamente tecnici.
Tra le aziende che intendono esternalizzare le funzioni SOC, le attività più frequentemente delegate a fornitori terzi sono installazione/implementazione delle soluzioni (45%), progettazione del SOC (43%) e sviluppo e fornitura di soluzioni (34%).
Quando si rivolgono a specialisti SOC esterni, le aziende mostrano una preferenza per il rafforzamento di ruoli specifici (analisti di seconda linea, 62%, analisti di prima linea, 35%), concentrandosi soprattutto su monitoraggio continuo e risposta alle minacce.
I vantaggi di esternalizzare: protezione H24/7, garanzia di conformità
Il principale fattore che spinge verso l’outsourcing del SOC è la necessità di garantire una protezione continua 24 ore su 24, 7 giorni su 7 (39%), requisito che molti team interni faticano a sostenere autonomamente.
Un altro vantaggio è la riduzione del carico di lavoro per gli specialisti interni della sicurezza IT (38%), a cui si aggiunge l’accesso a soluzioni e tecnologie avanzate (36%) e il supporto esterno per assicurare conformità ai requisiti normativi e standard di settore (28%).
L’ottimizzazione del budget è considerata una priorità “solo” dal 36% delle aziende italiane. A dimostrazione che il valore principale dell’outsourcing del SOC risiede soprattutto nella protezione più efficace, e non esclusivamente nella riduzione dei costi.
Un approccio che consente di ottenere anche maggiore efficienza economica
“La tendenza all’esternalizzazione, totale o parziale, delle funzioni SOC è guidata principalmente dalla necessità di maggiore focalizzazione operativa e agilità strategica – spiega Sergey Soldatov, Head of Security Operations Center di Kaspersky -. Affidando a partner esterni le attività tecniche e di routine, le aziende possono concentrarsi su iniziative ad alto valore, come il processo decisionale strategico e il coordinamento delle risposte alle minacce più sofisticate. Inoltre, questo approccio consente spesso di ottenere significative efficienze economiche, favorendo un’allocazione più efficace delle risorse. In definitiva, questo modello trasforma il SOC in una capacità strategica fondamentale, contribuendo direttamente alla continuità operativa”.









