Lavoro: a febbraio 2026 le imprese programmano 424mila nuovi contratti

A febbraio le imprese programmano circa 424mila nuove entrate, con una proiezione di 1,4 milioni di contratti nel trimestre febbraio-aprile.
Il comparto dei servizi si conferma il principale motore della domanda di lavoro, con 274mila entrate programmate nel mese (64,7% del totale) e quasi 933mila nel trimestre (66,6%). A creare maggiori opportunità occupazionali sono i servizi di alloggio e ristorazione e turistici (quasi 71mila nel mese, 287mila nel trimestre), seguiti dal commercio (57mila, 183mila).

A livello territoriale, 122mila entrate sono previste nel Sud e isole, 119mila nel Nord-Ovest, 95mila nel Nord-Est, 88mila al Centro.
A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Gli ingressi per settori produttivi

Rilevante anche il contributo dei servizi alle persone (49mila, 150mila) e dei servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone (34mila, 111mila). 
Il settore industriale a febbraio prevede invece circa 123mila ingressi (29% del totale) e 367mila nel trimestre (26,2%). Di questi, il comparto manifatturiero e delle public utilities rappresenta 74mila entrate mensili (17,5%) e 223mila trimestrali (15,9%).

Anche le costruzioni offrono prospettive significative, con 49mila entrate a febbraio (11,5%) e 144mila nel trimestre (10,3%). Seguono le industrie alimentari, delle bevande e del tabacco (12mila, 37mila). 
Le imprese del settore primario prevedono invece l’attivazione di circa 27mila contratti a febbraio (6,3%) e di quasi 102mila nel trimestre (7,3%).
Le entrate rimangono prevalentemente concentrate nell’agricoltura: coltivazioni ad albero (quasi 10mila nel mese) e coltivazioni di campo (oltre 8mila).

Agli immigrati destinato il 24% delle assunzioni, agli under30 il 29%

In generale, la domanda di lavoro resta sostenuta, ma quasi la metà dei profili richiesti, pari a 197mila unità, risulta di difficile reperimento.
Prevalgono i contratti a tempo determinato (circa 238mila, 56,1% del totale), seguiti dal tempo indeterminato (85mila, 20,1%).

I contratti offerti ai lavoratori immigrati rappresentano il 24% delle entrate programmate, mentre agli under30 le imprese destinano il 29% degli ingressi programmati. Gli under30 sono richiesti prevalentemente nei servizi finanziari e assicurativi (45,9%), servizi ICT (42,9%), turismo (39,9%), media e comunicazione (39,4%) e commercio (38,0%).

Nel Nord-Est difficile da reperire il 51,3% del personale

A febbraio una quota rilevante delle entrate programmate risulta di difficile copertura (46,6%), soprattutto a causa della carenza di candidati (28,7%) e della mancanza di competenze specifiche (14,1%).

Le imprese faticano a trovare soprattutto operai specializzati (64,1% di difficile reperimento) e tecnici (51,1%), tra cui spiccano tecnici della salute (60,9%), ingegneristici (60,6%), della distribuzione (60,1%), gestionali (58,0%) e informatici (53,1%). 
Nel Nord-Est la difficolta di reperimento continua a interessare più di un ingresso su due (51,3%).