Bevi bene anche al lavoro grazie ai distributori d’acqua IWM

Se per il tuo ufficio hai scelto di adottare il sistema dei boccioni d’acqua per consentire a tutti i lavoratori di potersi dissetare, molto probabilmente sei costretto a far fronte ad alcuni problemi che questo tipo di erogatori d’acqua comportano. Diciamo innanzitutto che il loro peso è notevole e non è dunque agevole fare rifornimento e portare decine di boccioni al piano desiderato o sistemarle in attesa che vengano utilizzate. Spesso inoltre, l’acqua dei boccioni ha un sapore poco gradevole che rende il dissetarsi meno piacevole di quello che dovrebbe essere. Infine, bisogna considerare i costi e le risorse da impiegare per smaltire correttamente i boccioni stessi dopo l’utilizzo, secondo quanto previsto dalle normative della regione in cui si opera. A questi svantaggi si aggiunge una questione meramente economica considerando che il costo al litro dei boccioni è decisamente molto più elevato rispetto quello che è il costo dell’acqua di rubinetto.

Se riconosci in questa descrizione alcuni problemi legati ai boccioni d’acqua che ti riguardano da vicino, considera che oggi il distributore acqua ufficio commercializzato da IWM è in grado di risolvere i tuoi problemi consentendo a tutti di poter bere con piacere l’acqua del rubinetto. Grazie alla tecnologia ad osmosi inversa infatti, l’acqua sarà perfettamente purificate, per essere successivamente re-mineralizzata e resa dunque ottima sia per quel che riguarda le caratteristiche organolettiche che per quanto riguarda il sapore. In base al gusto dei lavoratori inoltre, l’acqua potrà essere più o meno fredda, ma anche calda o gasata se lo si preferisce. È dunque una soluzione ecologica e che al tempo stesso consente di risparmiare rispetto la costosa acqua dei boccioni, per cui il consiglio è quello di contattare il numero verde 800.685.540 per parlare direttamente con un consulente IWM ed individuare la soluzione più adatta al proprio ufficio.

Xagon Man | Indossa la creatività

Il brand Xagon Man vanta un’esperienza trentennale nell’ambito del Pronto Moda interamente Made in Italy, in grado di coniugare resa estetica ad una qualità del prodotto che rendono questo marchio in cima alla lista dei desideri di tutti coloro i quali amano vestire seguendo le tendenze del momento, e dare una immagine di sé curata e alla moda. Proprio la ricerca stilistica e la voglia di stupire sono alla base del concept Xagon Man, fattori che rendono ogni sua creazione facilmente identificabile ed in grado di personalizzare e completare con eleganza il proprio outfit. Ecco dunque svelato il segreto del successo di un brand che ha conquistato importanti fette di mercato e consensi tra i consumatori, in maniera trasversale abbracciando ogni fascia d’età, ponendosi in una posizione predominante al punto tale da diventare la prima scelta di tutti coloro i quali hanno colto il suo spirito creativo ed originale.

Revolution Concept Store è il negozio online in cui puoi trovare tantissimi prodotti Xagon Man per arricchire il tuo outfit e mostrare orgogliosamente il modo in cui affronti la vita. Su tutti bellissime cinture, maglie, t-shirts e sneakers che ti aiuteranno a rendere il tuo abbigliamento decisamente più curato ed in linea con le tendenze del momento. Ciascun prodotto presenta una esauriente galleria fotografica che mostra ogni singolo dettaglio del capo o dell’accessorio che si sta visionando, più importanti dettagli aggiuntivi circa i tessuti e le caratteristiche specifiche. È possibile usufruire della spedizione gratuita raggiungendo un certo importo di spesa, e decidere di pagare tramite Paypal o direttamente alla consegna della merce grazie al contrassegno. Tra gli accessori più apprezzati per completare un acquisto, o per una idea regalo veramente utile e gradita, vi è l’ottimo Xagon Man x-black, un profumo le cui note di limone e agrumi ti regaleranno una piacevole sensazione di freschezza.

In palestra in sicurezza e… rispettando l’ambiente

Il business del wellness non sembra conoscere battute d’arresto. Sono sempre di più, infatti, le persone che dedicano gran parte del proprio tempo libero alla cura del corpo e dedicandosi a sport e allenamenti in palestra. Uno stile di vita corretto, come affermano tutti i medici: attività fisica e alimentazione sana sono infatti il passe-partout per una vita lunga e sana. Eppure, nonostante l’aumento esponenziale di centri fitness in tutta Italia, nell’ultimo periodo si sono accesi i riflettori anche sui potenziali rischi prodotti dal frequentare una palestra. Un’allerta della quale i titolari o gestori di centri sportivi non possono non tenere conto.

Quando l’attrezzo è una minaccia 

Recenti studi condotti negli Stati Uniti hanno evidenziato che, anche nelle palestre più attente a rispettare tutte le norme previste dalla legge, il numero di microorganismi è davvero altissimo. Complice il clima, caldo-umido specie nelle piscine, e il grande numero di persone che si allena contemporaneamente, batteri e virus possono trovare incredibilmente qui il luogo perfetto dove proliferare.  Una ricerca condotta nel 2014 in una palestra di Memphs, negli Usa, ha evidenziato che sugli attrezzi ginnici del centro vi erano oltre 25 ceppi di batteri differenti. Un secondo studio, sempre americano, ha rilevato che sui pesi liberi ci sono circa 350 volte più batteri che in un bagno pubblico. E, come in tutti i luoghi pubblici e affollati, non mancano i virus comuni come quelli del raffreddore e dell’influenza.

Come proteggere i propri clienti

In palestra è buona norma che i clienti portino un asciugamano personale da stendere sulle macchine o sui tappetini prima di ogni sessioni di allenamento. E, naturalmente, dopo aver utilizzato gli attrezzi gli sportivi non dovrebbero mai portare le mani agli occhi, alla bocca e in generale al viso prima di averle lavate. Ecco perché negli spogliatoi ci dovrebbe essere sempre un numero adeguato di lavandini e relativi asciugamani.

Asciugamani, ma quali?

Diversi test di laboratorio confermano come l’asciugamani elettrico sia più igienico e sicuro rispetto al sistema con la carta o a quello col rotolo di cotone, assicurando – come dicevamo sopra – un minor impatto batteriologico. Per non parlare del vantaggio ecologico: non si consuma carta – e negli spazi comuni l’uso è smodato – a tutto vantaggio dell’ambiente. Giusto per dare un numero, con un asciugamani elettrico si risparmiano mediamente 24 alberi in 16 anni. Ancora, i più recenti modelli di asciugamani elettrici sono anche a prova di vandalo, al contrario di dispenser e porta salviette di carta. Per le palestre che vogliono installare questi prodotti nei loro locali – prodotti che peraltro non richiedono tempi per riordini e nuovi assortimenti – uno dei nomi di riferimento è Mediclinics, azienda che produce asciugamani elettrici, asciugacapelli da parete e a una vasta gamma di accessori. In particolare, i nuovi modelli Dual o Mach di ultima generazione assicurano tempi di asciugatura inferiori in 15 secondi. Un ulteriore dato che, tradotto in cifre per il proprietario della palestra, significa un risparmio annuo garantito di oltre il 90% rispetto all’uso della carta. Igiene, ordine, pulizia, sicurezza per i clienti e soldi risparmiati: solo vantaggi, nessuna controindicazione.

Soluzioni per la rilevazione delle presenze

Le soluzioni per la rilevazione presenze progettati e realizzati da Cotini srl sono dispositivi di ultima generazione, in grado di assicurare una verifica precisa ed efficace relativamente alla presenza dei dipendenti all’interno degli edifici o locali nei quali viene svolta l’attività lavorativa. I sistemi Cotini srl possono essere sviluppati in base alle specifiche necessità del cliente e sono per questo assolutamente personalizzabili per garantire quel livello di protezione necessario quando si parla di tutela dei lavoratori all’interno dell’area in cui questi prestano servizio. Inoltre, un sistema di rilevazione delle presenze si rivela fondamentale nel caso in cui si presenti una emergenza per la quale si rende necessario evacuare ogni ambiente e dunque diventa prioritario sapere esattamente quante persone si trovano all’interno dell’edificio nel momento in cui l’emergenza dovesse presentarsi.

L’operazione di rilevazione delle presenze è resa veloce grazie a moderni lettori di badge e biometrici: il primo metodo è quello che tutti conosciamo e che consente di avere accesso grazie ad appositi badge, il secondo è invece un sistema che si basa sul riconoscimento delle impronte digitali dell’utente o della biometria del suo viso. Cotini srl ha investito nella tecnologia biometrica, applicata ai sistemi di rilevazione presenze, con grande anticipo rispetto i competitor in Italia, sebbene la tendenza fosse già abbastanza diffusa nel resto del mondo. I sistemi proposti sono dunque all’avanguardia nel settore, e rappresentano uno strumento davvero efficace e assolutamente personalizzabile in base alle specifiche esigenze del cliente. Cotini srl garantisce inoltre assistenza tecnica rapida grazie ad un apposito sistema di ticket che consente al cliente di ricevere nel minor tempo possibile una soluzione, nonché richiedere assistenza generica o informazioni circa procedure relative ai sistemi. Per ogni ticket generato l’utente riceverà una mail con un relativo codice e la possibilità di accedere al portale per verificare lo stato di avanzamento del lavoro relativo alla propria richiesta.

Cercare lavoro con Google, arriva Job Search

Non solo notizie o immagini, ora con Google si può cercare anche lavoro. Lanciato negli Stati Uniti nel 2017, e già disponibile in oltre 120 Paesi, il servizio Job Search ora arriva anche in Italia. Job Search consente infatti di consultare le offerte di lavoro, perfezionare i parametri di ricerca e perfino inoltrare la propria candidatura

“Nei Paesi in cui il servizio è già stato attivato, inclusi Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Francia, Germania e Spagna, i partner locali hanno rilevato un impatto migliorativo dell’esperienza sul motore di ricerca, sia in termine di visite sia di candidature qualificate – spiega una nota del motore di ricerca -. In alcuni casi il tasso di conversione rispetto alla ricerca organica è stato fino a 5 volte superiore”.

Perfezionare la ricerca con i filtri

Il servizio, attivo dal 16 ottobre, mostra una raccolta di opportunità, anche in base a una ricerca specifica, che può essere perfezionata utilizzando filtri sulla posizione, sul tipo di contratto e sulla data di pubblicazione dell’offerta. A questi si aggiunge la possibilità di impostare avvisi di notifica in caso di nuovi annunci e salvare le proposte più interessanti. E tra i vantaggi di Job Search, anche l’ottimizzazione della ricerca, che permette di evitare duplicazioni di offerte, ed eventuali rallentamenti per il caricamento delle pagine.

“Un aiuto importante per l’industria dell’online recruiting”

Chi cerca lavoro su Google in Italia vedrà gli annunci pubblicati dai partner italiani del servizio (GEDI, Jobonline, Monster e Trovolavoro – RCS), insieme a molti altri provenienti dal web. Per garantire un numero sempre crescente di offerte di lavoro disponibili, sono state pubblicate le linee guida che spiegano come rendere un’offerta di lavoro visualizzabile gratuitamente in questa nuova funzionalità.

“La nuova funzionalità di Google genera traffico di ottima qualità  – spiega Nicola Cernigoi, AD Medialabor e founder di Jobonline -. Si tratta di un aiuto importante per l’industria dell’online recruiting in Italia: in poche settimane di sperimentazione su una copertura ancora limitata, abbiamo registrato un traffico aggiuntivo verso Jobonline.it superiore al 4%”.

Le iniziative per avvicinare persone e aziende alla trasformazione digitale

Questa novità, riporta Ansa, si aggiunge alle attività che dal 2012 Google porta avanti anche in Italia per avvicinare persone e aziende alla trasformazione digitale. Tra queste, anche il progetto Crescere in Digitale, lanciato nel 2015 in partnership con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Anpal e Unioncamere, nell’ambito del programma Garanzia Giovani della Commissione Europea. Un programma che conta oltre 120.000 giovani iscritti in cerca di occupazione, e 8.000 tirocini retribuiti messi a disposizione alla fine del corso.

Scuola, dato a sorpresa: più abbandoni nelle grandi città che in quelle piccole

Segnali poco positivi per quanto riguarda l’affezione alla scuola in Italia. Infatti, dopo aver visto a partire dagli anni 2000 un netto calo del fenomeno dell’abbandono scolastico, nell’ultimo triennio sembra che le cose siano cambiate, e in peggio. Ancora oggi, nel 2019, nel nostro paese un ragazzo su 7 lascia gli studi senza raggiungere il diploma o una qualifica professionale. E la tendenza nazionale a lasciare i banchi di scuola, riferisce un’indagine di Openpolis, pare essere più accentuata proprio nelle grandi città. Un dato che sorprende, anche perché fino al 2014 si registravano più abbandoni scolastici nelle città medie e nelle zone rurali; le grandi città erano l’unica area del paese che riusciva a contenere il fenomeno sotto la soglia del 15%. Quattro anni dopo, spiega l’analisi, il dato si è invertito: le grandi città sono in testa in merito alla quota di abbandoni (15,3%). Ma anche nelle zone rurali non va meglio: tra 2017 e 2018 l’abbandono precoce dal corso di studi è cresciuto di 1,4 punti percentuali in soli 12 mesi. L’informazione più omogenea di cui si dispone per confrontare l’abbandono nelle grandi città è l’indicatore di “uscita precoce dai percorsi di istruzione e formazione”. Un’informazione rilevata al censimento 2011, calcolando la quota di ragazzi tra 15 e 24 anni con licenza media, ma che non frequentano né un corso regolare di studi, né la formazione professionale. 

Catania la città dai banchi vuoti

Esaminando le maggiori città italiane, quella in cui l’abbandono scolastico incide di più è Catania: il 31,1% dei residenti tra 15 e 24 anni aveva lasciato la scuola dopo la licenza media. Da notare come anche i dati comunali confermino la dinamica nord-sud: ai primi posti per abbandoni scolastici si trovano tutti i grandi capoluoghi del mezzogiorno: Napoli (seconda, 28,1%), Palermo (terza, 25,8%), Messina (quarta, 21,9%). L’unica meridionale sotto la soglia di un abbandono precoce ogni 5 ragazzi è Bari, al quinto posto con il 17,4%.
Allo stesso tempo emerge come al di sotto del 10% nel 2011 si trovassero due città venete (Padova e Verona) e la Capitale, Roma. Padova, con il 7,5%, era quella con minore abbandono secondo quanto rilevato al censimento.

Abbandono maggiore all’estremo Sud

Anche se i dati sono “costruiti” basandosi sul censimento del 2011, e quindi non aggiornatissimi, emergono due fenomeni costanti. In primo luogo, non va sottovalutata la frattura tra le realtà più urbanizzate e quelle rurali, soprattutto in termini di opportunità educative e di accesso sostanziale all’istruzione. In secondo luogo, emerge come già al censimento 2011 le grandi aree urbane del sud spiccassero per abbandoni, con livelli non troppo distanti da quelli dei comuni a bassa urbanizzazione. Un fenomeno che, alla luce dei dati aggregati, potrebbe essersi addirittura approfondito.

Hotel con hammam e idromassaggio in Brianza

Over Motel è un hotel 4 stelle situato a Vimercate (MB) situato in posizione strategica e distante soltanto pochi minuti d’auto da Milano e Bergamo. Questa importante struttura ricettiva pone la privacy e la riservatezza dei propri clienti al primo posto. A seguito della richiesta di prenotazione da parte del cliente, questi potrà infatti fare direttamente accesso alla propria camera tramite chiave magnetica attiva H24, ed avrà la possibilità di parcheggiare l’auto direttamente nel box privato che si trova esattamente di fronte l’ingresso della propria stanza così da non dover percorrere lunghi tratti a piedi; inoltre è possibile azionare la tenda motorizzata antistante l’ingresso per ottenere così il massimo della privacy.

Le camere sono assolutamente moderne e confortevoli all’interno di questo importante motel Brianza, presentano un design creativo e moderno e sono dotate di ogni comfort. Ad esempio la connessione internet gratis in camera, la domotica, minibar gratuito, linea telefonica diretta, TV digitale, cassaforte, kit cortesia, aria condizionata e biancheria. Proprio la biancheria da letto viene lavata con specifici prodotti certificati con la garanzia che questa abbia anche un ph conforme a quello della pelle, oltre alla totale assenza di coloranti allergenici.

Non manca davvero nulla dunque per garantirti un piacevole soggiorno all’interno dell’ Over Motel, e ti è sufficiente visionare la pagina dedicata alle tariffe per scoprire le offerte del momento e riuscire così a prenotare una delle camere più lussuose a prezzi più bassi rispetto quelli previsti dal listino. Bisogna infatti sapere che alcune camere dispongono al proprio interno di vasche e docce con idromassaggio, fontana con cascata d’acqua, hammam e solarium. Servizi esclusivi dunque, e assolutamente in grado di regalare quel benessere e quel relax di cui si avverte il bisogno. Per informazioni, richieste di disponibilità e prenotazioni è possibile contattare il recapito telefonico0395973862. 

Il Prime Day 2019 supera il Black Friday e il Cyber Monday

Il Prime Day del 15 e 16 luglio scorsi è stato il più grande evento di shopping globale nella storia di Amazon. Con oltre un milione di offerte disponibili in tutto il mondo, in esclusiva per i clienti Prime, durante il Prime Day 2019 le vendite su Amazon hanno superato quelle registrate lo scorso Black Friday e il Cyber Monday messi insieme. Nel corso della due giorni sono stati comprati più di 175 milioni di prodotti in offerta. Quelli più acquistati? Il caffè espresso Nescafé Dolce Gusto Barista, il detersivo per lavatrice Dash 117 Pods 3in1 e il carica batterie portatile aukey Powerbank.

Il doppio di acquisti rispetto a cinque anni fa

“I clienti di tutto il mondo hanno acquistato milioni di dispositivi con integrazione Alexa – ha dichiarato Jeff Bezos, fondatore e CEO di Amazon – hanno risparmiato decine di milioni di dollari acquistando prodotti nei supermercati Whole Foods e hanno acquistato prodotti per oltre 2 miliardi di dollari dalle piccole e medie imprese”.

Inoltre, i clienti Prime di 18 paesi hanno acquistato il doppio rispetto al primo Prime Day di cinque anni fa. E a livello globale sono stati spediti milioni di prodotti ancora più velocemente, grazie alle opzioni Consegna in un giorno senza costi aggiuntivi, Consegna Oggi senza costi aggiuntivi o Prime Now.

In Italia risparmiati oltre 25 milioni di euro

Il 15 luglio Amazon ha dato il benvenuto a un maggior numero di nuovi clienti Prime rispetto a qualsiasi altro giorno precedente, e quasi altrettanti il 16 luglio, rendendo questi due giorni i più importanti di sempre per numero di nuove iscrizioni. In Italia i clienti Prime hanno usufruito di migliaia di offerte locali in diverse categorie, come dispositivi, tè, caffè e bevande e prodotti per la cura della casa, e hanno risparmiato oltre 25 milioni di euro.

Le categorie in cui hanno effettuato maggiori acquisti sono hardware di informatica, tè, caffè e bevande e prodotti per la cura della casa, accessori per cellulari, arredamento e fai da te

Pmi, 2 miliardi di dollari di vendite globali

Il Prime Day 2019 ha rappresentato anche un successo per i partner commerciali, per lo più piccole e medie imprese. I prodotti di queste aziende aumentano la varietà e la selezione su Amazon e contribuiscono ad ampliare l’offerta in tutto il mondo.

A livello globale, queste aziende hanno generato 2 miliardi di dollari di vendite durante il Prime Day, rendendolo il più grande evento di shopping di Amazon non solo per i clienti, ma anche per i partner commerciali giorni.

Vacanze 2019, i trend e le destinazioni top

Le prenotazioni dei viaggi organizzati crescono tra il 5% e il 10% rispetto al 2018. E le mete preferite sono i soggiorni balneari, nel Sud Italia, Nord Africa e Oceano Indiano. Per i viaggi culturali, invece, Giappone, Stati Uniti e Nord Europa sono le mete top dell’estate 2019. E anche quest’anno in Italia i soggiorni mare premiano per l’ennesima volta Sardegna, Sicilia, Puglia e Calabria. Piacciono però anche le città, come Venezia, Firenze, Roma.

Dall’Osservatorio Astoi Confindustria Viaggi, emergono le preferenze degli italiani e le tendenze per queste vacanze 2019. Vacanze che non sono più lunghe come un tempo, ma che in estate vanno dai classici 7 giorni ai 13 giorni al massimo.

In Europa si scelgono Bulgaria, Russia e Serbia. Ripartono Turchia e Tunisia

In Europa hanno invece ottenuto grande consenso i tour in Bulgaria, Russia e Serbia. Bene anche Germania, Irlanda, Gran Bretagna. Il medio raggio ha visto ripartire, dopo alcuni anni di stasi, la Turchia e, dal punto di vista dei soggiorni balneari, la Tunisia. Si riconferma poi l’alta richiesta per il Mar Rosso egiziano, ormai in forte ripresa da oltre un anno, con numeri importanti e un innalzamento di qualità e prezzo medio. La Grecia invece non mostra cambiamenti significativi rispetto alle estati passate, e se la Spagna è sempre richiesta, risulta però in calo rispetto allo scorso anno a causa di prezzi più alti.

Il relax nei mari lontani non è più esclusivamente invernale

Se le crociere muovono tanti passeggeri nel Mediterraneo Orientale, nelle Capitali Baltiche e nel Nord Europa, il lungo raggio conferma l’alta domanda di destinazioni come gli Stati Uniti, tour dei parchi in particolare, e il Giappone. Il relax nei mari lontani poi non è più una tendenza esclusivamente invernale. Agli italiani piace abbronzarsi anche in estate, soprattutto nell’Oceano Indiano, a Zanzibar, in Kenya, Madagascar e Maldive. Ma anche in Oriente, sulle spiagge della Malesia. Buona anche la richiesta di tour di scoperta, abbinati al relax, per mete come il Sud Africa con estensione Mauritius e Seychelles. Le destinazioni in flessione sono invece Messico, Sri Lanka e Caraibi, Repubblica Dominicana esclusa.

Più corte, e più a maggio e ottobre

Un tempo le vacanze estive erano più lunghe, ma oggi gli italiani preferiscono diluire i giorni liberi in più periodi dell’anno. Un altro aspetto riguarda le politiche di prenotazione anticipata (advance booking), che hanno generato alte performance di vendita, in particolare nei primi 3 mesi dell’anno. In linea con i trend europei si riconferma, quindi, anche quest’anno la tendenza di una parte degli italiani ad anticipare le decisioni e l’acquisto della vacanza per garantirsi migliori prezzi e soluzioni di viaggio. Altra tendenza, riporta Askanews, è l’allungamento delle stagioni di spalla, in particolare nei mesi di maggio e ottobre. Questo anche grazie al Mar Rosso, che rappresenta una destinazione con prezzi allettanti e clima ideale anche in questi mesi.

Gestire in azienda il capo “da incubo”: i consigli del coach

Avere un capo impossibile, con cui è impossibile trovare un terreno comune o semplicemente un dialogo, è una delle motivazioni che spinge i collaboratori di un’azienda, anche quelli più capaci, a cambiare posto di lavoro. Eppure esistono diverse strategie per gestire in modo efficace la situazione, a cominciare dal provare a migliorare il rapporto con il capo da incubo. Parola di Roberto D’Incau, fondatore di Lang&Partners, nota società di consulenza HR italiane headhunter & coach, oltre che scrittore di libri di successo. Ecco, raccolti in 10 consigli, come fare per rendere la vita lavorativa… vivibile, anche con un superiore terribile.

Come muoversi in 10 mosse

Innanzitutto l’esperto consiglia di cercare di capire se davvero si ha a che fare con un boss pessimo o se invece ci sono dei pregiudizi, perché  magari sotto sotto si avrebbe voluto essere al suo posto e l’azienda invece l’ha imposto come superiore. Ancora, bisognerebbe riuscire a mettersi nei panni del proprio boss, così da adottare il suo punto di vista: cioè valutare se è davvero un cattivo capo, o è semplicemente molto sotto pressione per i risultati che deve portare, e non sente che i suoi collaboratori diretti lo supportano adeguatamente. Spesso, infatti, ognuno di noi tende a ricordare il capo precedente mettendone in luce solo i pregi, mentre dell’attuale si vedono solo i difetti. Terzo consiglio: anche se il boss è pesante, il proprio ruolo in azienda va avanti indipendentemente da lui. Se il lavoro è ben fatto, verrà apprezzato; e spesso i capi impossibili non durano tanto…

Paletti per sopravvivere

Quarto consiglio, nel caso in cui il il boss sia un maniaco del controllo che vuole verificare tutto: occorre tenere a mente che è un capo poco strategico, che non sa delegare. Meglio fare buon viso a cattivo gioco  rassicurandolo nella sua ansia di controllo: piano piano si fiderà e le cose andranno meglio. E’ fondamentale, poi, saper mettere dei paletti: con cortesia, ma anche con fermezza,  bisogna far comprendere al capo che non si è disposti a subire la sua maleducazione o l’aggressività: meglio però agire non nel momento del conflitto, ma il giorno dopo dicendogli “non ti sembra di avere esagerato ieri con la tua reazione?”. Sempre per portare acqua al proprio mulino, conviene assecondalo nelle sue piccole manie: che siano la puntualità o l’ordine, meglio venirgli incontro.

Cure psicologiche?

Quando non si tratta solo di carattere difficile, ma di evidenti problemi psicologici come il burn out, non si può affrontare la situazione da soli: è bene parlare con l’HR e condividere il proprio punto di vista, per essere spostati in un altro gruppo di lavoro. Ottavo passo: quando si ha vissuto l’esperienza di un capo complicato, fare il possibile per non ripeterla – ovviamente se si può scegliere – nel momento in cui si cambia posto di lavoro. Lavorare sulla propria assertività: spesso chi non riesce a tenere testa a un capo strong ha anche difficoltà a essere assertivo in altre situazioni, ad esempio in famiglia. Infine, è sempre bello provare a trovare dei momenti di “lato bimbo” con lui, di condivisione emotiva, per esempio davanti a un aperitivo: magari è “impossibile” perché è a sua volta fortemente sotto pressione lavorativa o personale, e condividere la sua emotività può essere una buona chiave di accesso.

Moda, food, finanza ed energia: le imprese italiane più sostenibili

Oltre il 50% delle imprese italiane è dotato di una policy sulla sostenibilità, e una percentuale simile ha investito per integrare la sostenibilità nel proprio core business. E questo avviene un po’ in tutti i settori. Nel mondo della moda è Gucci, e in generale tutto il gruppo Kering, a operare ormai da anni in ottica green, mentre nel food sono Eataly e Ferrero i portabandiera di questa attenzione rivolta all’ambiente. Ma come rileva lo studio Seize the change, condotto nel 2017 da Dnv Gl e Ey con il supporto di Gfk Eurisko, gli investimenti sostenibili stanno diventando un trend sempre più consistente anche nei mercati finanziari. Tanto che Banca Generali recentemente ha lanciato la propria “rivoluzione sostenibile” nell’interesse degli stessi investitori.

Gucci e Eataly, due marchi Made in Italy eco-friendly

Da tempo Gucci sta portando avanti iniziative ambientali e sociali che riguardano investimenti in startup e l’utilizzo di un tessile eco-friendly. Inoltre, l’azienda ha creato Gucci Equilibrium, un portale dedicato a fornire aggiornamenti sulle pratiche sociali e ambientali del marchio, con link diretti alle policy dell’azienda. Nel settore food, invece, Eataly ha scelto di commercializzare solo ed esclusivamente prodotti compostabili, per evitare lo smaltimento in discarica e contribuire alla creazione di compost di qualità. L’azienda fondata da Oscar Farinetti ha poi ideato il primo megastore della sostenibilità. Dall’autunno del 2020 nel nuovo negozio Green Pea si potranno acquistare solo prodotti “naturali”, dai capi di abbigliamento ai mobili fino ai cosmetici e i giocattoli.

Ferrero ed Enel, rispettare l’ambiente e le comunità  

Sempre nel food c’è poi Ferrero, che dal 2013 ha lanciato una serie di programmi volti alla buona gestione della sostenibilità ambientale. Come il Ferrero Farming Values, il cui obiettivo è migliorare le condizioni delle aree rurali e delle comunità dove si producono le materie prime. Nell’industria energetica invece Enel sottolinea il proprio impegno a rispettare l’ambiente con Enel Green Power, la società dedicata allo sviluppo e alla gestione delle attività di generazione di energia rinnovabile. Con oltre 1.200 impianti sparsi in 5 continenti Enel Green Power è in grado di soddisfare i consumi di milioni di famiglie, contribuendo a ridurre le emissioni di anidride carbonica e facilitando un nuovo modello di sviluppo che elimini il carbone.

Banca Generali, portafogli di investimento ispirati alle tematiche ESG

Nella finanza Banca Generali ha messo in campo una serie di nuovi strumenti per creare portafogli di investimento ispirati alle tematiche ESG (Environmental, Social and Governance). Il processo di costruzione del portafoglio, e il confronto con gli investitori, sono due attività che Banca Generali ha unito per realizzare una piattaforma online, Personal Porfolio. Si tratta di uno strumento nato dalla collaborazione con MainStreet Partners, società londinese specializzata negli investimenti sostenibili, che fornisce al consulente modelli di portafogli personalizzabili in base alle caratteristiche del risparmiatore. Il tutto sotto il segno della massima sostenibilità.

Entro il 2030, + 78,5% divorzi nel mondo

Un futuro con più single, coppie non tradizionali e figli unici. Entro il 2030 le separazioni nel mondo aumenteranno del 78,5%, e ci saranno sempre meno bambini, anche nei paesi in via di sviluppo. Secondo le stime di Euromonitor Intenational, la global market research company, entro il 2030 la maggior parte delle famiglie avrà solo un figlio. Nelle nazioni più ricche si assisterà infatti a una diminuzione del numero di figli per famiglia pari al 26,5%, e nei paesi in via di sviluppo del 33,8%. Inoltre, i genitori single cresceranno a ritmi tre volte superiori rispetto a quelli che vivono insieme, e i flussi migratori in entrata compenseranno la carenza di giovani solo in alcuni paesi.

Una trasformazione della società in atto dal 2000

La trasformazione della società è in atto già dal 2000, e oggi le famiglie sono formate sempre più da coppie non sposate, adulti dello stesso sesso, genitori single, o conviventi non sposati e senza figli. La definizione di famiglia tradizionale, composta da madre, padre e figli, si sta trasformando rapidamente, ma i governi sono lenti a percepire questo cambiamento.

Secondo gli analisti di Euromonitor, l’incremento dei divorzi sembra dipendere da alcuni elementi, fra i quali una maggiore indipendenza economica da parte delle donne. Inoltre, spesso i divorziati che si risposano si separano una seconda volta, e anche i figli dei divorziati sono più propensi a separarsi, riporta Ansa.

Meno figli significa invecchiamento della popolazione e più elevati costi per i governi

“Il calo delle nascite dipende da molti fattori, i principali sono la diminuzione del tasso di fertilità, l’evidente incremento dei divorzi, il declino delle famiglie multi-generazionali e il caro-vita”, si legge nel report dell’agenzia londinese. Meno figli però significa invecchiamento della popolazione, con sempre più elevati costi per i governi, mancanza di fondi per pensioni e sicurezza sociale, rallentamento della crescita economica e una sempre più accentuata carenza di giovani lavoratori.

I paesi con elevati flussi di migrazione in entrata, come il Regno Unito, o in quelli con ancora tassi di fertilità elevata, come l’Arabia Saudita, per ora possono compensare il cambiamento, mentre il Giappone è il primo paese che gli analisti definiscono una “bomba a orologeria demografica”.

Case sempre più piccole e mobili pieghevoli

Con il calo della natalità, l’aumento dei single e delle coppie senza figli, molte abitudini sono destinate a cambiare. Fra queste la misura delle dimensioni delle case, che nei prossimi anni presumibilmente subirà una riduzione, con l’arrivo sul mercato immobiliare di nuove soluzioni abitative. Il mercato immobiliare cinese, brasiliano e inglese, sta già studiando nuove soluzioni abitative modulari, come ad esempio, silos, container o micro-appartamenti. E mini case, con spazi ristretti, ma più economiche, sono già diffuse a Londra, Tokyo e Beijing.

Si tratta di una richiesta di nuove forme di alloggi destinata a crescere rapidamente in tutte le grandi città. Di conseguenza, anche il mercato dei beni domestici subirà una trasformazione radicale, con la diffusione di mini-elettrodomestici, mobili più piatti, impilabili o pieghevoli.

Quali sono le imprese italiane più attrattive? Lo rivela un premio

Non sono solo i candidati a doversi impegnare per rendersi più “attrattivi” nei confronti delle aziende: anche le imprese devono diventare più competitive per farsi scegliere dai talenti migliori sul mercato. E il Randstad Employer Brand 2019 premia proprio le aziende italiane più attrattive per i potenziali dipendenti.

Il premio è il riconoscimento con cui Randstad, l’operatore mondiale nei servizi per le risorse umane, premia le imprese nelle quali gli italiani preferirebbero lavorare. E lo fa sulla base di una ricerca mondiale completa e rappresentativa di employer branding.

Oltre 200.000 intervistati e 6.200 aziende di 32 Paesi

Il Randstad Employer Brand, giunto alla nona edizione, viene assegnato sulla base dei risultati dell’indagine commissionata da Randstad Holding all’istituto di ricerca Kantar Tns, che misura il livello di attrattività percepita da parte dei possibili dipendenti. Ovvero quanto e per quali fattori le aziende sono capaci di attirare chi cerca lavoro o chi vuole cambiarlo.

Lo studio è condotto in 32 Paesi in modo indipendente (nessuna azienda si può iscrivere volontariamente per partecipare), e viene svolto fra oltre 200 mila intervistati e quasi 6.200 aziende analizzate a livello globale.

Un approfondimento sul mercato del lavoro

Si tratta dell’unica ricerca che fotografa l’opinione della popolazione tra i 18 e i 65 anni, corredata da approfondimenti e analisi sul mercato del lavoro nei diversi settori. In Italia, fra dicembre 2018 e gennaio 2019, è stato intervistato un campione di 7.700 persone classificate per genere, età, scolarità, regione e situazione lavorativa, comprensivo di lavoratori, studenti e non occupati. Agli intervistati è stato chiesto l’interesse come potenziali datori di lavoro in merito a 150 aziende con oltre 1.000 dipendenti e con sede in Italia, conosciute da almeno il 10% della popolazione.

Obiettivo: individuare i criteri con cui si selezionano le aziende per cui lavorare

La ricerca misura quindi la percezione dell’opinione pubblica, non dei dipendenti interni, sulla capacità di employer branding delle aziende.

L’obiettivo è individuare i criteri in base ai quali gli italiani valutano e selezionano l’azienda per cui lavorare, ma anche quanto e per quali fattori le aziende sono capaci di attirare l’attenzione di chi cerca lavoro o vuole cambiarlo. Vinceranno il Randstad Employer Brand 2019 le aziende italiane riconosciute come i datori di lavoro più attrattivi sulla base dei fattori ritenuti più importanti dai potenziali dipendenti.

 

I settori delle imprese al femminile in Lombardia

In Lombardia sono 32 i settori dove le imprese sono guidate principalmente da donne. Secondo un’elaborazione Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati del registro imprese 2018 vedono la prevalenza di imprese femminili i servizi estetici, l’abbigliamento bimbi, gli asili, le erboristerie, le mercerie, le sartorie, le lavanderie, la cura per gli animali, il restauro di opere d’arte, la bigiotteria, le parafarmacie, l’organizzazione di feste, parrucchieri e massaggi.

In media nella regione una su cinque è un’impresa al femminile, 157mila su 818mila, cresciute dello 0,6% in un anno. Prima è Milano, con 53mila imprese di donne (+1,1% in un anno), seguita da Brescia, con 22mila imprese, Bergamo (17mila), Varese e Monza (12mila, e Pavia (9000). Crescono però anche a Como (8000, +1,5%) e Monza (12mila, +1,6%).

I numeri delle imprese “rosa”

Le più alte percentuali sul totale delle imprese presenti in Lombardia si registrano nelle manicure, che con 1.694 imprese a conduzione femminile rappresentano l’88,90% di tutte le imprese del settore in Lombardia. Seguono gli istituti di bellezza, con 31.357 imprese femminili, l’88,20% del totale, gli asili nido (3.134 imprese, 83,20%), riparazione vestiario (1.594, 77,90%), commercio di bomboniere (1.011, 77,80%), mercerie (5.062, 75,60%), lavanderie (1.782, 74,20%), negozi di vestiti per bambini (5.124, 73,80%), erboristerie (2.887, 71,10%), e psicologi (149, 70,60%).

A Milano organizzazione di feste e restauro di opere d’arte sono femminili

A Milano è femminile anche l’organizzazione di feste e il restauro di opere d’arte, a Brescia soprattutto la coltivazione di frutta, a Bergamo la bigiotteria, e a Monza i massaggi. Pavia si distingue invece per il numero di donne nelle imprese di elaborazione elettronica di dati contabili e nel commercio al dettaglio di pane, Sondrio per le donne che gestiscono B&B e Lodi per le fioriste.

A Cremona e Mantova, più donne nei servizi di pulizia, a Varese nella distribuzione di libri e giornali, a Lecco e Como nei servizi per la bellezza. Questi ultimi, circa l’80% su tutto il territorio lombardo, se “rosa” sono numerosi anche a Mantova, Lecco, Cremona, Sondrio, Pavia, Varese e Como.

“Occorre puntare anche sui settori tecnologici e innovativi”

Per le donne lombarde l’impresa rappresenta un’opportunità concreta di sviluppo, e un contributo indispensabile per l’economia e l’affermazione delle proprie capacità. “Occorre partire dai settori in cui le donne sono la maggioranza – dichiara Marzia Maiorano, presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza Lodi – per una rapida diffusione in quelli tecnologici e innovativi, dove può essere maggiore il contributo a vantaggio della crescita economica”.