Entro il 2030, + 78,5% divorzi nel mondo

Un futuro con più single, coppie non tradizionali e figli unici. Entro il 2030 le separazioni nel mondo aumenteranno del 78,5%, e ci saranno sempre meno bambini, anche nei paesi in via di sviluppo. Secondo le stime di Euromonitor Intenational, la global market research company, entro il 2030 la maggior parte delle famiglie avrà solo un figlio. Nelle nazioni più ricche si assisterà infatti a una diminuzione del numero di figli per famiglia pari al 26,5%, e nei paesi in via di sviluppo del 33,8%. Inoltre, i genitori single cresceranno a ritmi tre volte superiori rispetto a quelli che vivono insieme, e i flussi migratori in entrata compenseranno la carenza di giovani solo in alcuni paesi.

Una trasformazione della società in atto dal 2000

La trasformazione della società è in atto già dal 2000, e oggi le famiglie sono formate sempre più da coppie non sposate, adulti dello stesso sesso, genitori single, o conviventi non sposati e senza figli. La definizione di famiglia tradizionale, composta da madre, padre e figli, si sta trasformando rapidamente, ma i governi sono lenti a percepire questo cambiamento.

Secondo gli analisti di Euromonitor, l’incremento dei divorzi sembra dipendere da alcuni elementi, fra i quali una maggiore indipendenza economica da parte delle donne. Inoltre, spesso i divorziati che si risposano si separano una seconda volta, e anche i figli dei divorziati sono più propensi a separarsi, riporta Ansa.

Meno figli significa invecchiamento della popolazione e più elevati costi per i governi

“Il calo delle nascite dipende da molti fattori, i principali sono la diminuzione del tasso di fertilità, l’evidente incremento dei divorzi, il declino delle famiglie multi-generazionali e il caro-vita”, si legge nel report dell’agenzia londinese. Meno figli però significa invecchiamento della popolazione, con sempre più elevati costi per i governi, mancanza di fondi per pensioni e sicurezza sociale, rallentamento della crescita economica e una sempre più accentuata carenza di giovani lavoratori.

I paesi con elevati flussi di migrazione in entrata, come il Regno Unito, o in quelli con ancora tassi di fertilità elevata, come l’Arabia Saudita, per ora possono compensare il cambiamento, mentre il Giappone è il primo paese che gli analisti definiscono una “bomba a orologeria demografica”.

Case sempre più piccole e mobili pieghevoli

Con il calo della natalità, l’aumento dei single e delle coppie senza figli, molte abitudini sono destinate a cambiare. Fra queste la misura delle dimensioni delle case, che nei prossimi anni presumibilmente subirà una riduzione, con l’arrivo sul mercato immobiliare di nuove soluzioni abitative. Il mercato immobiliare cinese, brasiliano e inglese, sta già studiando nuove soluzioni abitative modulari, come ad esempio, silos, container o micro-appartamenti. E mini case, con spazi ristretti, ma più economiche, sono già diffuse a Londra, Tokyo e Beijing.

Si tratta di una richiesta di nuove forme di alloggi destinata a crescere rapidamente in tutte le grandi città. Di conseguenza, anche il mercato dei beni domestici subirà una trasformazione radicale, con la diffusione di mini-elettrodomestici, mobili più piatti, impilabili o pieghevoli.

Quali sono le imprese italiane più attrattive? Lo rivela un premio

Non sono solo i candidati a doversi impegnare per rendersi più “attrattivi” nei confronti delle aziende: anche le imprese devono diventare più competitive per farsi scegliere dai talenti migliori sul mercato. E il Randstad Employer Brand 2019 premia proprio le aziende italiane più attrattive per i potenziali dipendenti.

Il premio è il riconoscimento con cui Randstad, l’operatore mondiale nei servizi per le risorse umane, premia le imprese nelle quali gli italiani preferirebbero lavorare. E lo fa sulla base di una ricerca mondiale completa e rappresentativa di employer branding.

Oltre 200.000 intervistati e 6.200 aziende di 32 Paesi

Il Randstad Employer Brand, giunto alla nona edizione, viene assegnato sulla base dei risultati dell’indagine commissionata da Randstad Holding all’istituto di ricerca Kantar Tns, che misura il livello di attrattività percepita da parte dei possibili dipendenti. Ovvero quanto e per quali fattori le aziende sono capaci di attirare chi cerca lavoro o chi vuole cambiarlo.

Lo studio è condotto in 32 Paesi in modo indipendente (nessuna azienda si può iscrivere volontariamente per partecipare), e viene svolto fra oltre 200 mila intervistati e quasi 6.200 aziende analizzate a livello globale.

Un approfondimento sul mercato del lavoro

Si tratta dell’unica ricerca che fotografa l’opinione della popolazione tra i 18 e i 65 anni, corredata da approfondimenti e analisi sul mercato del lavoro nei diversi settori. In Italia, fra dicembre 2018 e gennaio 2019, è stato intervistato un campione di 7.700 persone classificate per genere, età, scolarità, regione e situazione lavorativa, comprensivo di lavoratori, studenti e non occupati. Agli intervistati è stato chiesto l’interesse come potenziali datori di lavoro in merito a 150 aziende con oltre 1.000 dipendenti e con sede in Italia, conosciute da almeno il 10% della popolazione.

Obiettivo: individuare i criteri con cui si selezionano le aziende per cui lavorare

La ricerca misura quindi la percezione dell’opinione pubblica, non dei dipendenti interni, sulla capacità di employer branding delle aziende.

L’obiettivo è individuare i criteri in base ai quali gli italiani valutano e selezionano l’azienda per cui lavorare, ma anche quanto e per quali fattori le aziende sono capaci di attirare l’attenzione di chi cerca lavoro o vuole cambiarlo. Vinceranno il Randstad Employer Brand 2019 le aziende italiane riconosciute come i datori di lavoro più attrattivi sulla base dei fattori ritenuti più importanti dai potenziali dipendenti.

 

I settori delle imprese al femminile in Lombardia

In Lombardia sono 32 i settori dove le imprese sono guidate principalmente da donne. Secondo un’elaborazione Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati del registro imprese 2018 vedono la prevalenza di imprese femminili i servizi estetici, l’abbigliamento bimbi, gli asili, le erboristerie, le mercerie, le sartorie, le lavanderie, la cura per gli animali, il restauro di opere d’arte, la bigiotteria, le parafarmacie, l’organizzazione di feste, parrucchieri e massaggi.

In media nella regione una su cinque è un’impresa al femminile, 157mila su 818mila, cresciute dello 0,6% in un anno. Prima è Milano, con 53mila imprese di donne (+1,1% in un anno), seguita da Brescia, con 22mila imprese, Bergamo (17mila), Varese e Monza (12mila, e Pavia (9000). Crescono però anche a Como (8000, +1,5%) e Monza (12mila, +1,6%).

I numeri delle imprese “rosa”

Le più alte percentuali sul totale delle imprese presenti in Lombardia si registrano nelle manicure, che con 1.694 imprese a conduzione femminile rappresentano l’88,90% di tutte le imprese del settore in Lombardia. Seguono gli istituti di bellezza, con 31.357 imprese femminili, l’88,20% del totale, gli asili nido (3.134 imprese, 83,20%), riparazione vestiario (1.594, 77,90%), commercio di bomboniere (1.011, 77,80%), mercerie (5.062, 75,60%), lavanderie (1.782, 74,20%), negozi di vestiti per bambini (5.124, 73,80%), erboristerie (2.887, 71,10%), e psicologi (149, 70,60%).

A Milano organizzazione di feste e restauro di opere d’arte sono femminili

A Milano è femminile anche l’organizzazione di feste e il restauro di opere d’arte, a Brescia soprattutto la coltivazione di frutta, a Bergamo la bigiotteria, e a Monza i massaggi. Pavia si distingue invece per il numero di donne nelle imprese di elaborazione elettronica di dati contabili e nel commercio al dettaglio di pane, Sondrio per le donne che gestiscono B&B e Lodi per le fioriste.

A Cremona e Mantova, più donne nei servizi di pulizia, a Varese nella distribuzione di libri e giornali, a Lecco e Como nei servizi per la bellezza. Questi ultimi, circa l’80% su tutto il territorio lombardo, se “rosa” sono numerosi anche a Mantova, Lecco, Cremona, Sondrio, Pavia, Varese e Como.

“Occorre puntare anche sui settori tecnologici e innovativi”

Per le donne lombarde l’impresa rappresenta un’opportunità concreta di sviluppo, e un contributo indispensabile per l’economia e l’affermazione delle proprie capacità. “Occorre partire dai settori in cui le donne sono la maggioranza – dichiara Marzia Maiorano, presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza Lodi – per una rapida diffusione in quelli tecnologici e innovativi, dove può essere maggiore il contributo a vantaggio della crescita economica”.

I 10 lavori più affascinanti di febbraio

A chi è stanco del tradizionale lavoro d’ufficio non manca la scelta. Indeed, la piattaforma di offerte e ricerche di lavoro, ha analizzato il proprio database di annunci, e ha individuato i 10  lavori più affascinanti del mese di febbraio. Tutti accomunati dalla specificità delle competenze o delle caratteristiche richieste. A cominciare dall’insegnante di manga, il celebre fumetto di origine giapponese, caratterizzato da vicende avventurose d’ambientazione fantastica e da un disegno essenziale. Un annuncio aperto in Veneto a tutti gli appassionati disegnatori di fumetti.

Promotore di ciclovia, guida speleologa e orologiaio

Chi l’ha detto che ingegneria, sport e turismo siano mondi distanti tra loro? A Iglesias, in Sardegna, è aperta una ricerca per un appassionato di escursioni sulle due ruote che sappia sviluppare e promuovere una ciclovia. La conoscenza dei cammini storico religiosi è considerata un plus. Per gli amanti della speleologia, delle lingue straniere e dell’avventura in provincia di Udine è invece aperto il recruitment per selezionare le guide che accompagneranno i turisti nella Grotta Nuova di Villanova, la più estesa cavità di contatto tra due diversi tipi di rocce visitabile in Europa. Più a Sud, in Sicilia, un’azienda è alla ricerca di orologiai esperti, in grado di ripristinare orologi sia meccanici sia elettronici.

Bartender, pilota collaudatore, autista soccorritore di ambulanza

Cercasi conoscitore dei vini più pregiati e dei cocktail più in voga. Dove? In un resort sul lago di Como. In questo caso più che la professione, il bartender, è la location a fare la differenza. Ma esiste una posizione aperta anche per gli amanti dell’adrenalina e delle quattro ruote. Su Indeed si crecano infatti esperti per test drive dinamici, sia come conducente sia come passeggero, su strada o su pista. Tra i requisiti fondamentali, aver frequentato corsi di guida sicura. E avere nervi saldi e capacità di mantenere alta l’attenzione anche quando si è sotto pressione. In pratica, gli stessi requisiti chiave per diventare autista per il servizio di trasporto sanitario con ambulanza. Dove? Al Policlinico di Abano Terme.

Houdini artist, ascoltatore madrelingua coreano, barbiere

Non esiste biglietto da visita più affascinante di quello di un Houdini artist, un’illusionista dei tempi moderni, ma anche un’artista del tech. Una società di Milano cerca infatti un mago della programmazione e della creatività che riesca a dare vita ai visual effect più affascinanti. Fondamentale, in questo caso, la conoscenza dei programmi HoudiniFX e Python.

Meno fantasioso, ma non meno interessante, il ruolo di ascoltatore madrelingua per il coreano. La sede di lavoro è in provincia di Milano, e la società specializzata nella traduzione e produzione di audio per ogni tipo di media digitale che lo ricerca richiede la conoscenza della lingua coreana e di quella italiana.

È poi aperto il recruitment di un barbiere esperto per un salone di Sesto Fiorentino. Adatto a chi cerca un lavoro in cui ci si debba prendere cura degli altri, per fare il barbiere sono richieste creatività, passione per l’estetica. E naturalmente, mano ferma.

Nuovo regolamento comunitario e sanzioni

Il nuovo regolamento comunitario in materia di protezione dei dati prevede un trattamento sanzionatorio che è stato inasprito rispetto quanto previsto dalla precedente normativa di settore. L’autorità di controllo ha infatti la facoltà di comminare delle sanzioni amministrative per un importo che parte dal 4% del fatturato relativo al precedente esercizio. L’organo che è competente a comminare le sanzioni è il Garante per la protezione dei dati personali, che avrà cura di valutare caso per caso le eventuali violazioni riscontrate tenendo conto delle circostanze nonchè della gravità delle violazioni accertate, della loro durata e della natura dolosa o colposa. Alternativamente o in aggiunta a quelle citate, il garante ha facoltà di comminare ulteriori sanzioni come ad esempio quelle previste per sanzioni di lieve entità o per quei casi in cui una eventuale sanzione amministrativa costituisse una punizione sproporzionata da sostenere per una persona fisica, in questo caso sarebbe possibile optare per un semplice ammonimento.

Si tratta ad ogni modo di sanzioni che possono incidere in maniera importante sulla vita economica di una azienda o piccola impresa, e per questo è bene adottare tutte le soluzioni necessarie affinché ciò non possa accadere. Per avere la certezza del riuscire ad adeguarsi correttamente al nuovo GDPR in maniera completa e sicura, è possibile usufruire di una consulenza privacy erogata da Area 81 s.r.l., azienda con grande esperienza nel settore ed in grado di aiutare aziende grandi e piccole ad uniformarsi perfettamente a quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, così da poter continuare ad operare senza patemi d’animo e con la certezza di rispettare del tutto questa normativa che può sembrare anche alquanto complicata per chi prova per la prima volta a comprenderne a pieno il significato allo scopo di potersi adeguare.

Bonus caldaia, confermato anche per il 2019

L’Ecobonus è stato confermato anche per il 2019. Lo strumento introdotto da alcuni anni per incentivare l’efficienza energetica delle abitazioni e degli edifici riguarda anche le caldaie. Gli incentivi vengono erogati sotto forma di detrazione dalle tasse delle spese sostenute per effettuare i lavori di miglioramento termico degli edifici, come coibentazioni, posa di finestre e infissi più isolanti, l’installazione di pannelli solari, ma anche per i sistemi di domotica e la sostituzione degli impianti di riscaldamento e di produzione di acqua calda. Come, appunto, le caldaie. Quest’ultimo punto, viene infatti definito bonus caldaia.

Una caldaia a condensazione consente la riduzione dei consumi di circa il 20%…

“L’Ecobonus è un’occasione unica per sostituire le vecchie caldaie con modelli nuovi e più performanti. A giovarne sarà sia l’ambiente che il portafoglio – spiega Giovanni Fontana, responsabile della consulenza tecnica di Italtherm, azienda attiva nella produzione di impianti di riscaldamento -. La sostituzione di una caldaia tradizionale con una a condensazione può consentire infatti di ridurre i consumi di gas di circa il 20%, percentuale che aumenta nel caso di utilizzo di un sistema di termoregolazione evoluto, arrivando in alcuni casi fino al 30% di risparmio”.

…e del 66% di emissioni di gas inquinanti

“In più, sostituire la caldaia permette di ridurre di circa il 66% le emissioni di gas inquinanti – prosegue – I fumi emessi dalle caldaie contengono principalmente vapore acqueo, anidride carbonica e ossidi di azoto: questi ultimi, in particolare, consentono di capire se una caldaia ha, o meno, un basso impatto sulle emissioni inquinanti”.

Se la caldaia nuova è un modello a condensazione in classe A l’Ecobonus, riporta Adnkronos, prevede uno sgravio fiscale del 50% nella dichiarazioni dei redditi. L’aliquota potrà salire fino al 65% se, contestualmente alla nuova caldaia, verrà installato anche un sistema di termoregolazione evoluto. Nel caso in cui vengano eseguiti lavori condominiali le agevolazioni arriveranno anche al 75%.

Detrazioni Irpef o Ires per lavori edili e prestazioni professionali

A essere detraibili saranno le imposte Irpef o Ires relative ai costi sia dei lavori edili che delle prestazioni professionali. Possono usufruire dell’Ecobonus 2019 persone fisiche, professionisti e società, nonché associazioni, enti pubblici e privati nel caso in cui non svolgano attività commerciale.

Per accedere all’Ecobonus sarà necessario registrarsi sul sito Enea nell’apposita sezione dedicata agli incentivi per l’efficienza energetica, e compilare il form che sarà disponibile non appena saranno rilasciati i decreti attuativi.

Alternativa all’Ecobonus è il conto termico, ma nel caso delle caldaie riguarda solo gli enti pubblici. Non prevede un’aliquota di detrazione fiscale, ma un premio in denaro, riconosciuto direttamente sul conto corrente del richiedente.

Linkedin: i professionisti italiani vogliono un nuovo lavoro per guadagnare di più

L’86% dei professionisti italiani desidera una nuova opportunità di carriera, e nei Millennial (24-38 anni) la percentuale sale al 90%. Un dato che sottolinea l’insoddisfazione nei confronti del proprio lavoro. Anche se solo il 37% dei professionisti ritiene di possedere le competenze professionali adatte per “fare il grande salto”, e il 54% ammette di averne qualcuna, ma di doversi assolutamente preparare per affrontare nuove sfide professionali.

Questi alcuni risultati di una ricerca di LinkedIn sulla percezione degli italiani in relazione al futuro del proprio lavoro, le competenze necessarie per avere successo in ambito professionale, e la comparazione degli stipendi attuali rispetto alle generazioni precedenti.

Un professionista su due vorrebbe lavorare all’estero

Dalla ricerca, svolta da Mortar su un campione di 1000 professionisti italiani, risulta inoltre che il 54% degli intervistati pensa che il proprio lavoro esisterà ancora tra 20 anni, e il 29% crede che il proprio profilo professionale rimarrà solo in parte simile a quello attuale. Una percezione in aumento soprattutto nella generazione Z (18-23 anni, 65%), già impegnata in occupazioni fino a qualche anno fa inesistenti, e poco meno fra i più adulti (39-53, 52% circa).

In ogni caso, il settore preferito per guadagnare di più è quello della tecnologia (30%), seguito da finanza (18%), legale (14%), e sanità (10%). Inoltre il 55% circa pensa che andare all’estero sia il miglior modo per ottenere un salario maggiore. In particolare le donne (56% vs 53% uomini).

Oggi il lavoro è più difficile che in passato

Il 58% degli italiani poi ritiene che il lavoro oggi sia più difficile rispetto al passato, e per il 54% dei Millennial è addirittura completamente diverso. Una percentuale che sale al 61% nella fascia più adulta (39-54 anni, 60% uomini e 55% donne).

Il 92% degli intervistati è convinto che esistano vere e proprie differenze nelle competenze da possedere. Al primo posto tra gli stravolgimenti dei flussi operativi la gestione delle prassi di ufficio legate ai sistemi informatici di base (65%), al secondo le hard skill (17%, competenze informatiche di livello avanzato), e al terzo le soft skill (15%, capacità di comunicazione, collaborazione con i colleghi, gestione corretta del tempo).

Per fare carriera la laurea non basta

Nonostante la maggior parte degli intervistati creda che la laurea sia l’attestato più importante per ottenere una buona carriera, l’89% pensa che una volta laureati sia necessario acquisire nuove competenze per poter guadagnare di più. Pertanto, il 37% dei professionisti pensa che lo stipendio più adeguato per uno stile di vita accettabile oscilli tra 30 e i 49 mila euro l’anno. E se il 47% degli italiani sostiene di guadagnare più dei genitori il 36% dichiara di guadagnare meno, e il 14% conferma di avere bisogno di un aiuto economico da parte della famiglia. Soprattutto per pagare l’affitto di casa (13%), le cene familiari al ristorante (12%), le vacanze (11%) e il credito telefonico (10%).

Lombardia, volano le imprese dello sport

Lo sport piace agli italiani e ai lombardi in particolare. Secondo i dati della Camera di commercio  di Milano Monza Brianza Lodi sono 22 mila le imprese che si occupano di sport in Italia, di cui 4 mila in Lombardia, tra cui rispettivamente 7 mila nazionali e oltre mille imprese in regione che promuovono eventi sportivi, 4 mila e quasi mille palestre, 4 mila e quasi mille club sportivi, 4 mila e circa settecento gestori di impianti, quasi 2 mila e circa quattrocento organizzatori di corsi sportivi. Sono 42 mila gli addetti in Italia di cui circa 10 mila in Lombardia e circa 5 mila concentrati solo a Milano. Business da oltre 3 miliardi in Italia, quasi 1 miliardo in Lombardia, quasi 600 milioni a Milano, prima nel Paese.

Trainano corsi ed eventi sportivi

Trainano i corsi sportivi (+57% in Italia in circa cinque anni, +83% in Lombardia e +74% a Milano), la promozione di eventi sportivi (+61%, +57%, +52%). Bene anche palestre, club sportivi e gestione di impianti (+10% circa in Italia e + 20% circa a Milano). “La crescita delle imprese nei settori legati allo sport è la conferma di una maggiore dotazione di strutture e servizi legati alla qualità della vita sul nostro territorio. Si tratta di un elemento di attrattività in più anche dal punto di vista turistico, che si lega al tema dell’ospitalità e dell’accoglienza, particolarmente apprezzato nelle aree visitate da Italiani e stranieri. Si tratta di un punto di forza in quanto contribuisce ad una esperienza turistica completa anche dal punto di vista del benessere”, ha dichiarato Valeria Gerli, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. E l’intero settore cresce in Italia del 25% in quasi cinque anni, da fine 2013 a metà 2018. In Lombardia cresce del + 27%.

Le regioni e le province più in forma

In pole position la Lombardia con 4.105 imprese. Bene anche Lazio, Emilia Romagna, Veneto e Toscana. E’ quanto emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati del registro imprese al secondo trimestre 2018 confrontati con fine 2017 e fine 2013. I dati si riferiscono alle sedi di impresa attive.
Tra le province italiane, prime Roma, Milano, Torino. A Roma sono 1.903 le imprese attive nei settori dello sport, +3,6% in sei mesi, +40% dal 2013, a Milano 1.307 imprese, a Torino 916, a Brescia (786, a Napoli 767.

E’ sempre più smartPos-mania

Classiche carte di credito e “soliti” bancomat addio? Pare proprio di sì. Anche nel mondo dei pagamenti la tecnologia si evolve a favore di nuove soluzioni tecnologiche sempre più smart ed efficienti, sia per l’esercente sia per il cliente. E’ infatti sempre più diffuso il pagamento in forma digitale tramite smartphone e contactless card al posto dei vecchi pos: lo confermano i dati dell’Osservatorio Mobile Payment del Politecnico di Milano. Lo scorso anno il valore delle transazioni effettuate con carta ha raggiunto quota 220 miliardi di euro. E di queste transazioni, il 21% sono state effettuate tramite eCommerce, ePayment, mobile payment, contactless payment, mobile pos. Si tratta di un fenomeno in crescita del 6% rispetto al 2016, guidato in particolari modo da pagamenti con carte contactless (+150%) e mobile (+60%).

La rivoluzione parte dalla novità NexiSmartpos

Tra le principali novità dell’ultimo periodo spicca Nexi Smartpos. Non si tratta di un semplice pos, ma tanto di più: si caratterizza per design innovativo, doppio schermo touch (per cliente e per esercente); accettazione di tutti i pagamenti digitali carte tradizionali, contactless, smartphone, buoni pasto e QRcode. Ed è uno strumento altamente personalizzabile, con app scaricabili per le diverse esigente dell’esercente. Funziona con i pagamenti contactless di ultima generazione come Apple Pay, Samsung Pay e Google Pay e garantisce una ‘rivoluzione di servizi’ per l’esercente: schermo touch 7 pollici per una migliore esperienza di utilizzo e con la possibilità dell’archiviazione digitale delle ricevute di pagamento, rintracciabile poi nella lista delle transazioni. E ancora fotocamera per lettura QR Code, unico lettore carta ‘multi reader’, porte Usb per collegare dispositivi esterni e wi-fi e 4g per la velocità massima delle transazioni. Nexi Smartpos permette all’esercente di gestire automaticamente promozioni, sconti od omaggi.

Tanti device di ultima generazione per pagamenti smart

Nel panorama degli strumenti innovativi dei pagamenti ci sono diverse altre novità. Come Pos Axerve di Banca Sella, che essendo portatile consente di accettare pagamenti ovunque l’esercente si trovi. E il device è abilitato anche a dialogare con Apple Pay e Samsung Pay. Axerve dà la possibilità all’esercente di vedersi notificato ogni mese il totale delle transazioni effettuate dal POS. Altro device nuovo è Axium D7, che è il nuovo Smart-Pos di Ingenico, basato sulla tecnologia Android: permette di eseguire, su un unico device ,i servizi correlati al business del negozio, i Vas (value added services) e i pagamenti cashless in qualsiasi modalità (carta, NFC, wallet, APM).

Occupazione in aumento, a livelli pre-crisi

In uno scenario economico nazionale che non sempre appare roseo, per fortuna arriva anche qualche buona notizia. Questa volta si tratta del delicato tema del lavoro. La good news degli ultimi tempi rivela che pare essere tornati in tema occupazione ai tempi pre-crisi. Il mercato del lavoro, in progressivo miglioramento soprattutto nel secondo trimestre 2018, sembra proprio in fase di ripresa. A rilevarlo sono i dati che emergono dall’ottava Nota Trimestrale che l’Istat, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l’Inps, l’Inail e l’Anpal hanno appena pubblicato sui rispettivi siti web.

Crescono le domande per tutte le tipologie professionali

L’analisi relativa al mondo del lavoro, recentemente diffusa dall’agenzia di stampa AdnKronos, evidenzia che, fortunatamente, aumentano i tassi di occupazione in tutti i settori. Sono in crescita sia i dipendenti a tempo indeterminato (+ 34 mila) sia a tempo determinato (+53 mila). Sempre l’Istat rileva che questo sviluppo riguarda uomini e donne di ogni categoria professionale, con un positivo annullamento delle differenze di genere. Inoltre, bisogna sottolineare un altro dato significativo: l’impennata occupazionale sta conoscendo un momento di potenziamento in un contesto di lieve rallentamento della crescita del Pil rispetto al ritmo registrato nei due trimestri precedenti (+0,2% in termini congiunturali e +1,2% su base annua). Dati che fanno ben sperare per il mercato del lavoro in generale e per una accelerazione dell’aumento del Pil.

Il trend dello sviluppo del mercato del lavoro

Un altro dato significativo da evidenziare è rappresentato dal fatto che il lavoro dipendente a tempo determinato è in fase di crescita per il nono trimestre consecutivo (+361 mila). Le posizioni a tempo indeterminato sono in fase ascendente per il secondo trimestre consecutivo, seguendo ritmi più accentuati per un aumento delle trasformazioni: le posizioni lavorative a tempo indeterminato presentano una crescita nei dati sia delle CO (+64 mila posizioni) sia dell’Inps (+57 mila posizioni). Per quanto riguarda le posizioni a termine, queste sono in crescita ininterrotta dal secondo trimestre 2016. Le aperture di posizione a tempo determinato sono pari all’80,3%, in aumento rispetto al 78,2% registrato nel secondo trimestre del 2017. Secondo la fonte Inps-Uniemens che include il lavoro in somministrazione e a chiamata, si conferma un ulteriore incremento del tempo determinato (+335 mila su base annua); le posizioni lavorative a tempo indeterminato presentano una crescita nei dati sia delle Comunicazioni Obbligatorie (+64 mila posizioni) sia dell’Inps (+57 mila posizioni).