Tipi di cassette postali

In base alla destinazione d’uso è possibile scegliere tra una moltitudine di cassette postali. Esistono diversi modelli pensati sia per ambienti interni che per l’esterno: alla stessa maniera ci sono dei modelli progettati appositamente per le abitazioni private e altri che invece sono perfetti per realtà aziendali e uffici che sono soliti ricevere parecchia corrispondenza, anche voluminosa.

Ciascuna tipologia di cassetta postale va chiaramente a soddisfare una esigenza diversa, in base alla sua destinazione d’uso. Inoltre anche quello del materiale è un aspetto da non sottovalutare in quanto differenzia in maniera netta una cassetta dall’altra per quel che riguarda robustezza e durata nel tempo.

Andiamo adesso a vedere in dettaglio quali sono le principali tipologie di cassetta per la posta e le differenze peculiari tra una tipologia e l’altra.

Cassette postali da esterno

Le cassette postali da esterno, spesso adoperate sia da privati che da realtà aziendali, consentono di custodire in maniera efficace la corrispondenza proteggendola dagli agenti atmosferici e dai tentativi di sottrazione. Questi importanti elementi rappresentano anche un interessante strumento per comunicare lo stile e la cura per le cose, che fa parte di noi, al punto tale che vengono considerati dei veri e propri elementi facenti parte di casa o dell’ufficio, sebbene siano posizionati all’esterno.

Per quel che riguarda la loro installazione, questa può essere ad incasso, appesa o sorrette da piantane autoportanti. I modelli interamente realizzati in alluminio sono perfetti per garantire grande durata nel tempo e robustezza, evitando il fenomeno dell’ossidazione e qualsiasi altro inconveniente legato all’usura ed al tempo che passa.

Cassette postali da interno

Le cassette postali da interno sono in grado di colpire favorevolmente il visitatore grazie alle loro caratteristiche in fatto di stile e design, tanto che delle volte la loro funzione pratica passa in secondo piano. Ad una cassetta postale da interno si chiede principalmente l’essere in grado di proteggere la posta e dunque rendere impossibile il ritiro della stessa tramite la fessura dalla quale questa viene inserita.

Al contrario, soltanto il proprietario, che è fornito di apposita chiave, può aprire la cassetta e dunque accedere alla corrispondenza. Esistono cassette singole così come le cassette postali condominiali: le dimensioni del vano destinato ad ospitare la corrispondenza variano in base al modello prescelto.

Sono in tanti oggi a prediligere modelli con più spazio, dato che abbiamo tutti l’abitudine di effettuare parte dei nostri acquisti direttamente online, e dunque vogliamo fare in modo che i nostri pacchetti siano ben custoditi all’interno della cassetta postale. Per ovviare al fastidioso problema della pubblicità in cassetta, è possibile optare per una soluzione che presenti sia le classiche bucalettere private di ciascun condomino, che una cassetta comune più grande all’interno della quale è possibile andare a conferire tutta la pubblicità, i volantini ed i depliant che ciascun condomino potrà liberamente ritirare qualora siano di suo interesse o gradimento.

Le cassette portapacchi

Le cassette postali per pacchi stanno acquisendo sempre più successo, di pari passo con la nostra abitudine di effettuare online i nostri acquisti. Queste consentono infatti di custodire in maniera assolutamente sicura la merce che riceviamo durante la nostra assenza. Questo importante elemento può essere posizionato sia all’interno che all’esterno di un edificio, ed i modelli realizzati interamente in alluminio garantiscono il massimo della sicurezza da eventuali tentativi di scasso, oltre chiaramente a resistere alle intemperie.

Se sei solito fare dello shopping online ma temi che in caso di tua assenza prolungata qualcuno possa sottrarre i pacchi che non entrano nella cassetta tradizionale, la cassetta portapacchi fa proprio al caso tuo.

Dunque esistono cassette postali adatte ad ogni tipo di ambiente ed utilizzo, con tutta la libertà di poter ricevere corrispondenza o fare i tuoi acquisti senza il timore che qualcuno possa sottrarli.

Idee per migliorare l’arredamento del tuo Living

Realizzare il living perfetto per casa è sempre difficile, perché le variabili in gioco sono veramente tante e molto dipende anche dall’effetto finale che intendi ottenere. Ad ogni modo di seguito trovi alcuni consigli che ti aiuteranno a valorizzare al meglio questo ambiente di casa così importante.

Il bianco ed il nero

Una combinazione di bianco e nero è in grado di apportare un contributo di eleganza e raffinatezza nel tuo Living. Aggiungendo anche qualche opera d’arte e uno o più quadri d’autore creerai un bellissimo ambiente ed un effetto particolarmente riposante in cui invitare i tuoi ospiti e trascorrere del tempo con loro.

Il legno

Se ciò che stai cercando di fare è ottenere un effetto particolarmente ricercato e raffinato, il legno è un materiale che non può mancare nel tuo soggiorno. Il legno infatti dà sempre la sensazione di cura e benessere, sia che si trovi nel pavimento o nel soffitto, così come in una libreria o altro complemento d’arredo.

I tuoi ricordi

Personalizzare il tuo living aggiungendo dei ricordi come ad esempio delle fotografie o ritratti artistici dei componenti della famiglia è un qualcosa di meraviglioso ed in grado di apportare valore. Ricorda per questo che aggiungere dei ricordi alla tua stanza contribuirà a renderla più bella e accogliente.

Il tavolo

Il tavolo è probabilmente l’elemento principale del tuo living ed è qui che si posano gli occhi di tutti gli ospiti quando entrano. Oggi esistono meravigliosi tavoli di design che sono in grado di svolgere una duplice funzione: da un lato infatti offrono chiaramente sostegno e appoggio per cenare o posare degli oggetti, d’altra parte i tavoli di design rappresentano delle vere e proprie opere artistiche sempre esposte ed in grado di raccontare attraverso le proprie forme tutta la capacità e l’espressività dell’artigiano che li ha realizzati.

Inferriate di sicurezza per difendersi dai furti

Alcune ricerche hanno recentemente dimostrato come il numero di casi di furti in appartamento sia sensibilmente aumentato durante la crisi legata alla pandemia. È in crescita dunque il numero di effrazioni e di intrusioni all’interno di appartamenti e negozi se si effettua un rapido confronto con lo stesso periodo relativo allo scorso anno.

Un problema economico ma anche affettivo

Questo rappresenta un problema duplice in quanto sicuramente da una parte c’è da considerare il problema legato alla perdita economica, che può essere anche ingente soprattutto per quel che riguarda eventuali esercizi commerciali, ma d’altra parte bisogna considerare anche l’aspetto affettivo che ci lega a determinati beni che possono essere sottratti in caso di furto.

Tutti noi infatti tendiamo a pensare che casa nostra sia un ambiente sicuro e inviolabile all’interno del quale le cose e le persone sono sempre al sicuro.  Purtroppo sappiamo in realtà che non è così e c’è dunque bisogno di individuare tutte quelle soluzioni alternative che ci consentono di mettere in sicurezza gli ambienti in cui viviamo o lavoriamo, così da garantire sempre il massimo della protezione a tutti i nostri beni più cari o alle eventuali attrezzature che adoperiamo per lavorare.

Le inferriate di sicurezza per porte e finestre

Da questo punto di vista le inferriate di sicurezza rappresentano la soluzione più efficace in quanto costituiscono una barriera che fisicamente impedisce ad eventuali malintenzionati di poter accedere. Parliamo di inferriate realizzate in ferro che sono assolutamente difficili da superare se non impossibili.

Ci sono chiaramente inferriate per ogni tipo di apertura: quelle fisse, per quel che riguarda ad esempio le finestre, e le inferriate apribili per quel che riguarda porte e altre aperture dalle quali solitamente si entra e si esce.

Non più la paura di essere svaligiati dunque, ma tutta la tranquillità di sapere che le inferriate di ferro proteggono egregiamente i propri beni.

Bevi bene anche al lavoro grazie ai distributori d’acqua IWM

Se per il tuo ufficio hai scelto di adottare il sistema dei boccioni d’acqua per consentire a tutti i lavoratori di potersi dissetare, molto probabilmente sei costretto a far fronte ad alcuni problemi che questo tipo di erogatori d’acqua comportano. Diciamo innanzitutto che il loro peso è notevole e non è dunque agevole fare rifornimento e portare decine di boccioni al piano desiderato o sistemarle in attesa che vengano utilizzate. Spesso inoltre, l’acqua dei boccioni ha un sapore poco gradevole che rende il dissetarsi meno piacevole di quello che dovrebbe essere. Infine, bisogna considerare i costi e le risorse da impiegare per smaltire correttamente i boccioni stessi dopo l’utilizzo, secondo quanto previsto dalle normative della regione in cui si opera. A questi svantaggi si aggiunge una questione meramente economica considerando che il costo al litro dei boccioni è decisamente molto più elevato rispetto quello che è il costo dell’acqua di rubinetto.

Se riconosci in questa descrizione alcuni problemi legati ai boccioni d’acqua che ti riguardano da vicino, considera che oggi il distributore acqua ufficio commercializzato da IWM è in grado di risolvere i tuoi problemi consentendo a tutti di poter bere con piacere l’acqua del rubinetto. Grazie alla tecnologia ad osmosi inversa infatti, l’acqua sarà perfettamente purificate, per essere successivamente re-mineralizzata e resa dunque ottima sia per quel che riguarda le caratteristiche organolettiche che per quanto riguarda il sapore. In base al gusto dei lavoratori inoltre, l’acqua potrà essere più o meno fredda, ma anche calda o gasata se lo si preferisce. È dunque una soluzione ecologica e che al tempo stesso consente di risparmiare rispetto la costosa acqua dei boccioni, per cui il consiglio è quello di contattare il numero verde 800.685.540 per parlare direttamente con un consulente IWM ed individuare la soluzione più adatta al proprio ufficio.

Xagon Man | Indossa la creatività

Il brand Xagon Man vanta un’esperienza trentennale nell’ambito del Pronto Moda interamente Made in Italy, in grado di coniugare resa estetica ad una qualità del prodotto che rendono questo marchio in cima alla lista dei desideri di tutti coloro i quali amano vestire seguendo le tendenze del momento, e dare una immagine di sé curata e alla moda. Proprio la ricerca stilistica e la voglia di stupire sono alla base del concept Xagon Man, fattori che rendono ogni sua creazione facilmente identificabile ed in grado di personalizzare e completare con eleganza il proprio outfit. Ecco dunque svelato il segreto del successo di un brand che ha conquistato importanti fette di mercato e consensi tra i consumatori, in maniera trasversale abbracciando ogni fascia d’età, ponendosi in una posizione predominante al punto tale da diventare la prima scelta di tutti coloro i quali hanno colto il suo spirito creativo ed originale.

Revolution Concept Store è il negozio online in cui puoi trovare tantissimi prodotti Xagon Man per arricchire il tuo outfit e mostrare orgogliosamente il modo in cui affronti la vita. Su tutti bellissime cinture, maglie, t-shirts e sneakers che ti aiuteranno a rendere il tuo abbigliamento decisamente più curato ed in linea con le tendenze del momento. Ciascun prodotto presenta una esauriente galleria fotografica che mostra ogni singolo dettaglio del capo o dell’accessorio che si sta visionando, più importanti dettagli aggiuntivi circa i tessuti e le caratteristiche specifiche. È possibile usufruire della spedizione gratuita raggiungendo un certo importo di spesa, e decidere di pagare tramite Paypal o direttamente alla consegna della merce grazie al contrassegno. Tra gli accessori più apprezzati per completare un acquisto, o per una idea regalo veramente utile e gradita, vi è l’ottimo Xagon Man x-black, un profumo le cui note di limone e agrumi ti regaleranno una piacevole sensazione di freschezza.

In palestra in sicurezza e… rispettando l’ambiente

Il business del wellness non sembra conoscere battute d’arresto. Sono sempre di più, infatti, le persone che dedicano gran parte del proprio tempo libero alla cura del corpo e dedicandosi a sport e allenamenti in palestra. Uno stile di vita corretto, come affermano tutti i medici: attività fisica e alimentazione sana sono infatti il passe-partout per una vita lunga e sana. Eppure, nonostante l’aumento esponenziale di centri fitness in tutta Italia, nell’ultimo periodo si sono accesi i riflettori anche sui potenziali rischi prodotti dal frequentare una palestra. Un’allerta della quale i titolari o gestori di centri sportivi non possono non tenere conto.

Quando l’attrezzo è una minaccia 

Recenti studi condotti negli Stati Uniti hanno evidenziato che, anche nelle palestre più attente a rispettare tutte le norme previste dalla legge, il numero di microorganismi è davvero altissimo. Complice il clima, caldo-umido specie nelle piscine, e il grande numero di persone che si allena contemporaneamente, batteri e virus possono trovare incredibilmente qui il luogo perfetto dove proliferare.  Una ricerca condotta nel 2014 in una palestra di Memphs, negli Usa, ha evidenziato che sugli attrezzi ginnici del centro vi erano oltre 25 ceppi di batteri differenti. Un secondo studio, sempre americano, ha rilevato che sui pesi liberi ci sono circa 350 volte più batteri che in un bagno pubblico. E, come in tutti i luoghi pubblici e affollati, non mancano i virus comuni come quelli del raffreddore e dell’influenza.

Come proteggere i propri clienti

In palestra è buona norma che i clienti portino un asciugamano personale da stendere sulle macchine o sui tappetini prima di ogni sessioni di allenamento. E, naturalmente, dopo aver utilizzato gli attrezzi gli sportivi non dovrebbero mai portare le mani agli occhi, alla bocca e in generale al viso prima di averle lavate. Ecco perché negli spogliatoi ci dovrebbe essere sempre un numero adeguato di lavandini e relativi asciugamani.

Asciugamani, ma quali?

Diversi test di laboratorio confermano come l’asciugamani elettrico sia più igienico e sicuro rispetto al sistema con la carta o a quello col rotolo di cotone, assicurando – come dicevamo sopra – un minor impatto batteriologico. Per non parlare del vantaggio ecologico: non si consuma carta – e negli spazi comuni l’uso è smodato – a tutto vantaggio dell’ambiente. Giusto per dare un numero, con un asciugamani elettrico si risparmiano mediamente 24 alberi in 16 anni. Ancora, i più recenti modelli di asciugamani elettrici sono anche a prova di vandalo, al contrario di dispenser e porta salviette di carta. Per le palestre che vogliono installare questi prodotti nei loro locali – prodotti che peraltro non richiedono tempi per riordini e nuovi assortimenti – uno dei nomi di riferimento è Mediclinics, azienda che produce asciugamani elettrici, asciugacapelli da parete e a una vasta gamma di accessori. In particolare, i nuovi modelli Dual o Mach di ultima generazione assicurano tempi di asciugatura inferiori in 15 secondi. Un ulteriore dato che, tradotto in cifre per il proprietario della palestra, significa un risparmio annuo garantito di oltre il 90% rispetto all’uso della carta. Igiene, ordine, pulizia, sicurezza per i clienti e soldi risparmiati: solo vantaggi, nessuna controindicazione.

Soluzioni per la rilevazione delle presenze

Le soluzioni per la rilevazione presenze progettati e realizzati da Cotini srl sono dispositivi di ultima generazione, in grado di assicurare una verifica precisa ed efficace relativamente alla presenza dei dipendenti all’interno degli edifici o locali nei quali viene svolta l’attività lavorativa. I sistemi Cotini srl possono essere sviluppati in base alle specifiche necessità del cliente e sono per questo assolutamente personalizzabili per garantire quel livello di protezione necessario quando si parla di tutela dei lavoratori all’interno dell’area in cui questi prestano servizio. Inoltre, un sistema di rilevazione delle presenze si rivela fondamentale nel caso in cui si presenti una emergenza per la quale si rende necessario evacuare ogni ambiente e dunque diventa prioritario sapere esattamente quante persone si trovano all’interno dell’edificio nel momento in cui l’emergenza dovesse presentarsi.

L’operazione di rilevazione delle presenze è resa veloce grazie a moderni lettori di badge e biometrici: il primo metodo è quello che tutti conosciamo e che consente di avere accesso grazie ad appositi badge, il secondo è invece un sistema che si basa sul riconoscimento delle impronte digitali dell’utente o della biometria del suo viso. Cotini srl ha investito nella tecnologia biometrica, applicata ai sistemi di rilevazione presenze, con grande anticipo rispetto i competitor in Italia, sebbene la tendenza fosse già abbastanza diffusa nel resto del mondo. I sistemi proposti sono dunque all’avanguardia nel settore, e rappresentano uno strumento davvero efficace e assolutamente personalizzabile in base alle specifiche esigenze del cliente. Cotini srl garantisce inoltre assistenza tecnica rapida grazie ad un apposito sistema di ticket che consente al cliente di ricevere nel minor tempo possibile una soluzione, nonché richiedere assistenza generica o informazioni circa procedure relative ai sistemi. Per ogni ticket generato l’utente riceverà una mail con un relativo codice e la possibilità di accedere al portale per verificare lo stato di avanzamento del lavoro relativo alla propria richiesta.

Pmi lombarde, 9,8 miliardi in 7 anni per la crescita digitale

Nei prossimi 7 anni la transizione digitale verso le tecnologie di Industria 4.0 per molte Pmi lombarde potrebbe essere a costo zero. Durante questo periodo le imprese lombarde potranno infatti contare su 9,8 miliardi di euro, una cifra corrispondente a 5 volte il totale dei fondi strutturali spesi negli ultimi 7 anni da Regione Lombardia tramite il Fesr e il Fse per ricerca, innovazione, sviluppo, formazione, istruzione e politiche sociali, e politiche attive per il lavoro. È quanto emerge dalla stima effettuata dal Centro studi Cna Lombardia, che ha valutato il combinato disposto di PNRR e dei fondi strutturali di Next Generation Eu. Grazie al Fesr questi copriranno in maniera sinergica sia investimenti in ricerca, tecnologia e macchinari sia, grazie al Fse plus, gli investimenti in capitale umano.

Le risorse daranno origine a due mercati paralleli 

Secondo le stime Cna queste risorse genereranno due mercati paralleli. Da una parte infatti crescerà il bisogno di esperti e consulenti esterni, muovendo un volume d’affari nella sola Lombardia pari al 20% delle risorse, (1,98 miliardi di euro). Dall’altra, si prevede che le imprese investano nella formazione continua, creando un volume d’affari pari al 10% dell’investimento (0,98 miliardi). In questo caso, le risorse del Por Fse regionale non saranno sufficienti a coprire il fabbisogno di formazione continua del personale, ma le Pmi potranno giocare altre due carte di assoluto rilievo.

Un’intesa per la digitalizzazione delle micro e piccole imprese

Da una parte infatti le Pmi potranno contare sul rifinanziamento del Fondo nuove competenze (il Mise ha assicurato un miliardo di euro su base nazionale), dall’altra, l’accesso alle risorse dei fondi interprofessionali. Proprio in questa direzione si muove l’intesa siglata tra Cna Lombardia, l’ente di formazione Ecipa Lombardia, e il Made, il competence center per l’Industria 4.0, per la definizione e la costruzione di percorsi formativi a favore della digitalizzazione delle micro e piccole imprese.

Strumenti concreti per formarsi e riqualificarsi

L’iniziativa punta a finanziare i percorsi formativi con le risorse di Regione Lombardia destinate al Programma operativo regionale Fse. Le imprese troveranno inoltre risposte formative relative a 5 filoni tematici, come prodotto 4.0 e processo 4.0, manutenzione 4.0, Big Data 4 small business, automazione, robot, cobot e ottimizzazione di processo, transizione sostenibile ed economia circolare.
“La Lombardia rappresenta il 22% del Pil italiano, ma deve mantenere elevato il proprio livello competitivo – commenta Marco Taisch, presidente di Made-competence center industria 4.0 -. Questo accordo con Cna Lombardia ed Ecipa Lombardia mette a disposizione delle imprese strumenti concreti per formarsi e riqualificarsi. La formazione, infatti, è uno dei pilastri della rivoluzione di Industria 4.0: senza il contributo di personale qualificato, le tecnologie non possono dispiegare il loro pieno potenziale”.

Effetto pandemia nel 2020 sulla retribuzione medie annua secondo l’Inps

La pandemia cambia il mondo del lavoro, e in conseguenza dell’ampio ricorso alla cassa integrazione, anche le retribuzioni medie annue risultano profondamente influenzate dalla riduzione delle giornate retribuite dal datore di lavoro. Le vicende del 2020 hanno avuto perciò un impatto dirompente sulle retribuzioni, e condizionano pesantemente l’analisi della dinamica. È uno degli aspetti che emergono dal XX Rapporto annuale Inps. Non si può spiegare altrimenti, spiegano dall’Inps, sia la caduta della retribuzione media annua dei dipendenti, scesa da 24.140 euro nel 2019 a 23.091 euro nel 2020 (-4,3%), corrispondente a una perdita di poco più di 1.000 euro, sia la crescita contemporanea delle retribuzioni medie annue dei dipendenti full year (passate da 32.668 a 36.448 euro, +11,6%) e dei dipendenti part year (passate da 12.698 euro a 14.698 euro, +15,8%).

Fenomeni di selezione settoriale e professionale

Secondo il XX Rapporto annuale Inps si tratta di una dinamica che sottintende fenomeni di selezione settoriale e professionale che hanno ridotto e modificato, rispetto all’anno precedente, la composizione dei dipendenti full year, e specularmente, aumentato e modificato quella dei dipendenti part year. È evidente, dunque, che il risultato complessivo finale di vistosa contrazione della retribuzione media annua è condizionato soprattutto dall’eccezionale modifica nella distribuzione dei dipendenti per continuità di impiego. Questo a causa della consistenza e della diffusione delle sospensioni dal lavoro causate dalla pandemia.

Solo le retribuzioni del settore pubblico evidenziano dinamiche più contenute

Non a caso sono solo le retribuzioni del settore pubblico a evidenziare dinamiche nettamente più contenute, allineate con quanto usualmente si osserva di anno in anno, perché in pratica non ‘viziate’ dalle variazioni straordinarie delle giornate effettivamente lavorate. Analoghe considerazioni, spiega l’Inps, si possono proporre a proposito delle retribuzioni medie giornaliere.
Anche in tal caso hanno influito le dinamiche eccezionali del 2020, con la riduzione, nella composizione della domanda di lavoro effettiva, sia dei contratti part time sia dell’apprendistato e dei contratti a termine.

Aumenta la retribuzione media giornaliera

È per questo motivo, si legge ancora nel XX Rapporto annuale Inps ripreso da Andnkronos, che la retribuzione media giornaliera è aumentata per l’insieme dei dipendenti, passando da 96 euro a 98 euro (+2,8%). Anche l’incremento della retribuzione media dei dipendenti part year, passata da 73 euro a 79 euro (+7,5%) è effetto delle dinamiche già indicate. Rimangono mediamente più stabili, e rispetto al settore privato più alte, le retribuzioni nel settore pubblico.

Il caffè fa bene alle prestazioni atletiche

Con il ricordo ancora fresco delle Olimpiadi di Tokyo, così positive per gli Azzurri, scatta ancora di più la voglia di impegnarsi nello sport. In questo contesto, c’è una buona notizia per tutti gli sportivi amanti anche del caffè: secondo i risultati emersi da una meta-analisi di 21 studi, la caffeina può avere un effetto favorevole sulla resistenza muscolare soprattutto nell’attività aerobica. 

Il ruolo positivo della “tazzina”

A confermare i superpoteri del caffè è una recente ricerca segnalata da ISIC (Institute for Scientific Information on Coffee). Lo studio rivela che sulla base delle ultime evidenze scientifiche ci sono nuove conferme circa il ruolo positivo del caffè, grazie alla bioattività della caffeina, sulle prestazioni atletiche. Lo spunto arriva da un’ampia meta-analisi di 21 studi pubblicata sul British Journal of Sports Medicine, secondo cui la caffeina può apportare molteplici benefici a livello sportivo. In particolare, può migliorare la resistenza muscolare e sembrerebbe avere un effetto positivo maggiore sulle attività aerobiche rispetto a quelle anaerobiche.

Migliorano le prestazioni

“Quando si parla di caffè e della caffeina, i risultati sono chiari in relazione agli sportivi: la caffeina può contribuire a migliorare le prestazioni. Molti studi dimostrano che gli atleti che consumano caffeina prima di una gara o di un evento sportivo sono in grado di andare più veloci, durare più a lungo e recuperare più rapidamente rispetto a chi non ha questa spinta in più. Ciò vale soprattutto nelle attività di resistenza, come la corsa a lunga distanza” ha confermato il dottor J.W. Langer, esperto in nutrizione e docente di farmacologia medica presso l’Università di Copenaghen.

Le performance che beneficiano degli effetti del caffè

Qualche esempio sul campo? Diversi studi, tra cui uno concentrato sugli esercizi di resistenza e sul salto e uno focalizzato su una cronometro ciclistica di 5 km, hanno evidenziato come la caffeina apporti miglioramenti nell’attività sportiva sia nei consumatori abituali, sia in quelli sporadici. Ancora, un’altra ricerca ha rilevato che il caffè aiuta nella corsa: una tazza di caffè prima di una corsa di 1,6 km può migliorare i tempi nei corridori maschi fino al 2%. Gli atleti che avevano bevuto del caffè con caffeina, infatti, hanno corso circa 4 secondi più velocemente rispetto a chi aveva assunto caffè decaffeinato, staccando invece di 5 secondi chi aveva consumato il placebo. Per non parlare poi del surplus fornito ai calciatori: la caffeina, assunta dai 5 ai 60 minuti prima dell’allenamento, potrebbe produrre importanti benefici nei giocatori, in particolare nel salto, nello sprint e nella distanza.

Regione Lombardia e Unioncamere sostengono le PMI con FaiCredito Rilancio

Le micro, piccole e medie imprese lombarde hanno a disposizione uno strumento in più per restare sane e competitive sul mercato. Si tratta della misura FaiCredito Rilancio, messa in campo da Regione Lombardia e Camere di Commercio lombarde con un fondo a disposizione 13 milioni e 560 mila euro. Come si nelle in una nota di Unioncamere, la misura “E’ finalizzata a migliorare le condizioni di accesso al credito da parte delle MPMI intervenendo con contributi a fondo perduto per l’abbattimento tassi sia su finanziamenti per la liquidità, sia su finanziamenti per investimenti così da supportare le imprese a superare questa fase di difficoltà e a investire per il rilancio del business”.

Chi può beneficiarne e caratteristiche del finanziamento

Possono beneficiarne le micro, piccole e medie imprese di tutti i settori economici aventi sede operativa e/o legale in Lombardia e che stipulino un contratto di finanziamento con un istituto di credito (banche) e/o un Confidi di un importo minimo pari a 10.000 euro. 
“Il finanziamento che può essere destinato alla liquidità ovvero alla copertura di investimenti” spiega ancora la nota “è agevolabile nei limiti di 150.000 euro e per una durata da 12 a 72 mesi (compreso un preammortamento di 24 mesi). Sono ammissibili al contributo in conto interessi i contratti di finanziamento stipulati a decorrere dall’1 gennaio 2021. Il Sistema camerale lombardo e Regione Lombardia intervengono per l’abbattimento degli interessi fino al 3% (TAEG) e il contributo massimo è di 10.000 euro. È altresì riconosciuta una copertura del 50% dei costi di garanzia fino ad un valore massimo di 1.000 euro”. 

Come presentare le domande 

Le domande di contributo possono essere presentate a partire dal 19 luglio fino al 12 novembre 2021, direttamente dall’impresa o attraverso un Confidi. Il bando completo di modulistica e le informazioni dettagliate sono pubblicate sul sito di Unioncamere Lombardia. 

“Favorire la ripresa del tessuto produttivo”

“Abbiamo sostenuto le imprese nel periodo più difficile della pandemia per garantire la continuità aziendale ed è giunto ora il momento di favorire la ripresa del nostro tessuto produttivo” ha detto Gian DomenicoAuricchio, presidente Unioncamere Lombardia. “La disponibilità di liquidità e di risorse per investimenti è fondamentale per consentire alle imprese lombarde di rilanciarsi sul mercato, guardando con maggiore fiducia al futuro e investendo nella propria attività ed è a questo che mira questa nuova iniziativa promossa dal Sistema camerale lombardo e da Regione Lombardia”.

Qual è lo “smartphone ideale” per gli italiani?

In un anno caratterizzato dall’andamento altalenante del mercato degli smartphone, l’interesse online in Italia ha mostrato invece una decisa crescita, chiudendo il 2020 con +60,6% di intenzioni d’acquisto rispetto al 2019. Sulla base dei filtri di ricerca più utilizzati sul proprio portale, Idealo ha delineato le caratteristiche dello smartphone ideale per gli italiani.  Secondo i dati emersi dalle ricerche online sul portale, l’utente medio italiano che vuole acquistare un nuovo smartphone ha chiaro in mente il tipo e le caratteristiche del prodotto desiderato, soprattutto iPhone 11 (8,1%), iPhone 12 (4,0%), Xiaomi Redmi Note 9 Pro (3,3%), Apple iPhone 12 Pro (2,8%), Samsung Galaxy A71(2,8%) e Apple iPhone SE 2020 (2,7%). 

Brand, caratteristiche tecniche e dimensioni dello schermo

La base di partenza di coloro che si apprestano ad acquistare uno smartphone online è il nome del produttore, e le ricerche in base al brand puntano ad Apple (31,9%), Samsung (24,5%), Xiaomi (19,1%), Huawei (7,7%) e OPPO (4,2%).Gli altri filtri di ricerca più utilizzati dagli utenti online riguardano le caratteristiche tecniche. Su 100 e-shopper, infatti, quasi 44 sono interessati al tipo di prodotto, e,tra i risultati le preferenze sono soprattutto per gli Smartphone 5G. Quasi 17 utenti poi sono interessati alle dimensioni dello schermo, con preferenza per gli smartphone da 5,5”, 9 utenti sono interessati alla memoria interna, con preferenza per gli smartphone da 128 GB e 4 utenti alla quantità di RAM, con preferenza per gli smartphone con RAM da 4GB.

Prezzo e colore della scocca 

Su 100 utenti online, inoltre, circa 7 e-shopper utilizzano il filtro “prezzo” nelle ricerche, e quasi la metà imposta un range tra i 100 e i 300 euro, concentrandosi su modelli non più vecchi di due anni e sfruttando il naturale deprezzamento registrato dai cellulari dopo il loro lancio. La scelta del colore della scocca dello smartphone segue un po’ i gusti, la moda, il genere e l’età dell’acquirente. Se bianco è il colore molto probabilmente più trendy per gli utenti più giovani, il nero è il primo colore scelto da Apple per le sue linee di telefoni; rappresenta una scelta classica e decisamente professionale.

Sono più gli uomini a cercare il cellulare dei sogni online

Nelle ricerche online le preferenze sono indirizzate senza dubbio verso i modelli color nero da 128 GB, riporta Italpress. Al secondo posto tra le preferenze di colore si posizionano a parimerito le ricerche con filtro nero/64GB e bianco/128GB. A seguire, tra i colori preferiti, troviamo il grigio, il blu, il rosso, il viola e l’argento. Sono d’altronde prevalentemente gli uomini a effettuare ricerche online nella categoria smartphone (67,1%) anche se, nell’ultimo anno, le donne sono aumentate più degli uomini, crescendo del +64,3% contro il +59,4% degli uomini.

Il Covid-19 non blocca gli investimenti digitali delle Pmi, e la dinamica è in crescita

Le Pmi continuano a investire nei processi di digitalizzazioni, e nel prossimo biennio lo faranno in misura sempre maggiore. La pandemia da Covid-19 infatti non ha bloccato gli investimenti digitali delle piccole e medie imprese italiane, tanto ce nel biennio 2020-21 un’azienda su due ha adottato almeno una nuova tecnologia. I settori con la maggiore spinta negli investimenti tecnologici sono Chimica-farmaceutica e sistema casa, con rispettivamente il 76% e 63% delle imprese che affermano di avere introdotto un’innovazione. A questi segue la tecnologia, con una quota pari al 60%. È quanto emerge da un’indagine dell’osservatorio Market watch Pmi di Banca Ifis, realizzata tra marzo e aprile 2021 insieme a Format research su un campione rappresentativo di 1.800 imprese italiane.

Aumenta del 6% la quota delle imprese che investiranno entro il 2023

Si tratta di una dinamica in crescita, e la stima dell’osservatorio è di un aumento del 6% per la quota delle Pmi che investiranno entro il 2023. Quanto agli utilizzi individuati per gli investimenti, salgono sul podio dotazione di macchinari (54%), formazione per aumentare le competenze del personale (38%), e infrastruttura digitale (26%). In ogni caso, nel prossimo biennio le aree in cui le aziende prevedono di investire maggiormente sono la digitalizzazione dei processi (34%) e la sostenibilità (32%). Quanto alle risorse, il 56% delle Pmi intervistate ha fatto ricorso all’autofinanziamento, mentre il 35% a finanziamenti bancari, e solo il 7% ha fatto ricorso a sostegni pubblici.

Tecnologie 4.0 più presenti in azienda, soprattutto cyber security, Crm e Cloud

Il ruolo delle tecnologie 4.0 è sempre più cruciale per le Pmi italiane. Il 73% degli intervistati dichiara infatti di utilizzarle già o di volerle adottare nel biennio 2022-2023. Al momento le tecnologie più presenti in azienda sono cyber security (31%), Crm (29%), e Cloud (25%). Segnalati però anche investimenti nell’industrial IoT, nell’internet delle cose (16%), la supply chain management (15%), la stampa 3d e la produzione additiva (8%), i big data e l’intelligenza artificiale (8%).

Le più innovative sono quelle con 50-249 dipendenti

Minori gli investimenti invece per robot collaborativi e interconnessi, riferisce Ansa, segnalati dal 7% degli intervistati nell’ultimo biennio, per la realtà aumentata (5%), e per le nanotecnologie e i materiali intelligenti, con un 1% di investimenti già realizzati, ma con un +6% di crescita prevista nel prossimo biennio. Tuttavia, segnala l’osservatorio, l’innovazione non riguarda nella stessa misura tutte le Pmi. Nelle imprese che contano tra 50 e 249 dipendenti la percentuale raggiunge il 70%, nelle piccole, con 20-49 addetti, il 55%, mentre nelle micro imprese, quelle sotto i 20 dipendenti, è pari al 47%.

Quali sono le app più utilizzate dai più giovani? YouTube, WhatsApp e TikTok

Per comprendere come sono cambiati gli interessi e le esigenze dei bambini nell’ultimo anno, Kaspersky ha condotto lo studio dal titolo Safe Kidsm, che ha preso in esame le query di ricerca, le applicazioni Android più popolari e le categorie di siti web più ricercate dagli utenti più giovani. E YouTube, WhatsApp e TikTok risultano le app più utilizzate,da questa categoria di utenti, con TikTok che nell’ultimo anno ha addirittura raggiunto il doppio della popolarità di Instagram.
Nella top 10 di Kaspersky si trovano anche quattro videogiochi per pc, Brawl Stars, Roblox, Among US e Minecraft.
E tra le categorie più ricercate, al primo posto “software, audio e video” (44%), seguito da “mezzi di comunicazione online” (22%) e “giochi per computer” (14%).

YouTube in testa con un ampio margine

Tra le applicazioni più popolari, YouTube è in testa con un ampio margine e continua a essere il servizio di video streaming più utilizzato tra i ragazzi di tutto il mondo. Al secondo posto si piazza l’app di messaggistica istantanea WhatsApp, seguita dal noto social TikTok. Quanto a YouTube, il 17% delle ricerche totali fatte da ragazzi e bambini riguarda i video musicali. Anche la categoria “tendenze” riscuote un discreto successo, con i video su “pop it and simple dimple” e “ASMR” che rappresentano il 4% delle query. Per quanto riguarda i gusti musicali, oltre alle band di K-POP tra cui BTS e BLACKPINK e i cantanti Ariana Grande, Billie Eilish e Travis Scott, è stato individuato un nuovo trend musicale, il ‘phonk’.

Nella top 10 anche quattro videogiochi per pc

Se guardiamo ai videogiochi, quelli più popolari tra ragazzi e bambini sono gli ormai noti Minecraft (23%), Fortnite (7%) Among Us (4%), a cui si aggiungono Brawl Stars (6%) e il tanto amato Roblox (4%).  Quest’ultimo è presente nella top 10 dei giochi più apprezzati dai ragazzi in quasi tutti i Paesi presi in esame. Tra tutte le aree geografiche, il Kazakistan con il 26% è quello in cui si registra una maggiore tendenza a visitare siti dedicati ai giochi per pc, seguito dal Regno Unito con il 19%. La situazione cambia se si guarda ai dati dell’India, dove i bambini non hanno quasi mai visitato siti dedicati ai videogiochi (solo il 5%).

TikTok rimane il principale trendsetter musicale per i bambini

I bambini in questo ultimo anno hanno sfruttato il web anche per imparare. Nello specifico, è stata rilevata una crescita di interesse verso i video “creativi” come i beat e le lezioni di musica, e TikTok rimane il principale trendsetter musicale per i bambini. Per quanto riguarda i video più ricercati, riporta Askanews, con il 50% si confermano in cima alla classifica i cartoni animati, mentre al secondo posto gli show televisivi, con The Voice Kids al primo posto delle ricerche più frequenti in lingua inglese. Per film e serie TV, i trailer più popolari sono stati Godzilla vs Kong, Justice League di Zach Snyder e la miniserie Disney+ WandaVision. Anche Netflix continua ad attirare l’attenzione di molti bambini, soprattutto per Cobra Kai e Stranger Things.

Da icona nazionale a piatto globale: la pasta alla conquista del mondo

Buona, sana, “facile” e soprattutto interpretabile in mille e mille modi diversi. Alle tantissime valide ragioni per amare la pasta, nel 2020 e 2021 si è aggiunto l’elemento contingente dei lockdown, che ci hanno spinto a cucinare di più, meglio e con più fantasia. Il risultato, nel mondo, è un grande successo della nostra icona nazionale, trasformata ormai in piatto globale. Numeri alla mano, infatti, in media ogni consumatore mondiale mangia 7,7 kg di pasta, a fronte di una spesa di 16,30 dollari.

Italia in crescita fino al +40% nel 2020

Secondo i dati di Unione Italiana Food nel 2020 in Italia si sono vendute oltre 50 milioni di confezioni in più, con punte di circa il +40% a marzo e +10% tra ottobre e novembre. Ottimi i dati anche in arrivo dall’export. Durante lo scorso anno, infatti, le esportazioni sono cresciute del 16%, superando i 3,1 miliardi di euro. Particolarmente significativo l’incremento degli gli Stati Uniti (+40%) che rappresentano oggi il maggior consumatore mondiale di pasta italiana, dopo aver superato la Francia (+4,3%) e la Germania (+16%). In forte crescita, nonostante la Brexit, anche la Gran Bretagna, con il +19%.

La Cina guida la crescita dei prossimi 4 anni 

Dopo il balzo del 2020, il mercato della pasta dovrebbe proseguire la sua crescita e la Cina, in particolare, dovrebbe guidare la classifica. In base alle previsioni realizzate da Statista, infatti, nel 2021 il maggior mercato mondiale sarà la Cina che, da sola, vale quasi 25 miliardi di dollari. La passione per la pasta non sembra una moda passeggera. Secondo la stessa fonte, le vendite di pasta nel 2021 arriveranno a sfiorare 123 miliardi di dollari (122.925 milioni per l’esattezza) e continueranno a crescere del 2,35% l’anno nei prossimi quattro anni. 

Novità, che passione 

Diretta conseguenza della voglia di sperimentare ai fornelli durante i lockdown è l’aumento delle vendite registrato dai prodotti meno comuni. Tra i successi dell’ultimo periodo ci sono sicuramente gli gnocchi, a partire dalla ricetta classica a base di patate per arrivare a quelli ripieni. In crescita anche il mercato della pasta fresca surgelata, alternativa molto più pratica rispetto alla versione casalinga ed estremamente simile per aspetto, consistenza e sapore alla produzione artigianale. Grande attenzione, infine, al packaging. I consumatori hanno infatti dimostrato di preferire i prodotti confezionati e imballati nel modo più ecologico e sostenibile, per un mondo più buono in tutti i sensi.  

La riscoperta dell’agricoltura nella youth economy

Per i più giovani la sostenibilità ambientale e la lotta al riscaldamento globale rappresentano le priorità nell’agenda italiana del futuro prossimo e l’agricoltura, in particolare, è il settore che prima e meglio degli altri ha interpretato queste urgenze. Sono queste le risposte espresse dalle generazioni più giovani: si esprime così infatti il 60% della GenZ (composta dai 15-24enni), che ritiene che gli agricoltori abbiano operato per rendere la filiera del cibo sostenibile, e il 48% dei Millennial. Lo rivela il il 3° numero dell’Osservatorio del mondo agricolo, dal titolo “La riscoperta dell’agricoltura nella youth economy” realizzata dalla Fondazione Enpaia (l’Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti e per gli Impiegati in Agricoltura) e il Censis. Lo studio fotografa il nuovo rapporto dei giovani con la terra, con la produzione e il consumo del cibo, con l’impresa e il lavoro in agricoltura. E nell’Italia post pandemia sono proprio loro, i Millennial, nati tra metà degli anni Ottanta e metà del decennio successivo e la Generazione Z, nata tra metà degli anni Novanta e metà degli anni Zero, i più pronti a  rilanciare i valori di un’agricoltura sostenibile nel perimetro della youth economy.

Un’opportunità occupazionale

Oltre all’aspetto etico, c’è anche quello riferito alle opportunità lavorative. Per i giovani, infatti, l’agricoltura sostenibile rappresenta un’occasione occupazionale. L’88,7% degli intervistati ha infatti dichiarato che attraverso l’agricoltura sia possibile creare occupazione di qualità, con valori che arrivano all’89,5% tra i giovanissimi della GenZ. Per il 51,7% dei giovani il settore agricolo si rilancerà prima degli altri nel post Covid-19 e per l’82% – è l’l’85% nella GenZ – questa ripresa sarà decisiva in altri ambiti oggi in difficoltà, come il turismo e la filiera del food. 

Giovane è hi-tech, così è l’agricoltura “buona”

Sempre di più l’agricoltura in cui operano i giovani è un’industria caratterizzata da un’alta intensità tecnologica, e le aziende attive in questo comparto  hanno sfruttato tecnologie sempre più sofisticate. Pertanto, è necessario concentrarsi sull’innovazione tecnologica per aiutare lo sviluppo del mondo rurale. Per i giovani, la sostenibilità rimane lo standard a cui fare riferimento per l’eccellenza economica e sociale. Infatti, tenuto conto del Covid-19, il 62,8% degli intervistati presterà maggiore attenzione alla riduzione degli sprechi. Il rapporto tra GenZ (60,7%) e Millennial (63,5%) è simile; il 46,4% farà la raccolta differenziata, mentre il 32,2% acquisterà prodotti locali e a chilometro zero per limitare l’inquinamento. Infine, il 32,1% delle persone eviterà di acquistare prodotti in plastica (43,8% tra la GenZ e 27,9% tra i Millennial).